Ti interessa la Scuola di Specializzazione in Pneumologia? In questa guida troverai tutte le informazioni utili per orientarti nel percorso formativo e capire se è la scelta giusta per te.
La Pneumologia è la disciplina che si occupa della prevenzione, diagnosi e trattamento delle patologie dell’apparato respiratorio, acute e croniche. Comprende ambiti di grande rilevanza clinica come le malattie respiratorie ostruttive (asma e BPCO), le patologie infettive, le interstiziopatie polmonari, le neoplasie toraciche, i disturbi del sonno e l’insufficienza respiratoria. È una specialità trasversale, in continua evoluzione, che integra competenze cliniche, diagnostiche e interventistiche.
Lo pneumologo svolge un ruolo centrale nella gestione del paziente respiratorio: valuta i quadri clinici, esegue e interpreta esami funzionali e strumentali (come spirometria, broncoscopia e imaging toracico), imposta terapie farmacologiche e ventilatorie e collabora con altre figure specialistiche — tra cui internisti, oncologi, rianimatori e chirurghi toracici — in un contesto multidisciplinare. L’attività si svolge tra reparto, ambulatorio, day hospital e, in molti casi, area critica.
In questa guida scoprirai come è organizzata la Scuola di Specializzazione in Pneumologia, quali competenze sviluppa lo specializzando, quali attività cliniche e professionalizzanti svolge e quali prospettive professionali offre.
Troverai inoltre informazioni aggiornate su durata, sedi, posti disponibili, piano di studi, rete formativa e attività professionalizzanti della scuola.
Infine, potrai consultare opinioni e testimonianze e scoprire quali sono le migliori Scuole di Specializzazione in Pneumologia in Italia.
Continua a leggere la guida completa alla Specializzazione in Pneumologia di Secret SSM.
Pneumologia: la specializzazione
Il giovane medico che aspira a specializzarsi in Pneumologia, anche detta Scuola di Specializzazione in Malattie dell’apparato respiratorio, deve acquisire 240 CFU.
La frequenza è obbligatoria. L’impegno orario è pari a 38 ore settimanali.
Lo specializzando ha diritto ad assenze, malattia e maternità.
Dopo aver superato la prova dell’ultimo anno di corso, lo specializzando deve sostenere la prova finale, che consiste nella discussione della tesi di specializzazione. L’argomento di tesi è proposto dallo specializzando in uno dei settori scientifici disciplinari inclusi nel Regolamento Didattico e prevede la guida di un relatore. La prova è valutata in centodecimi.
Quanto dura la Specializzazione in Pneumologia
La durata della Specializzazione in Pneumologia è di quattro anni.
Specializzazione in Pneumologia: posti
Il numero di posti per la specializzazione in Pneumologia è:
- 2025, 246 contratti statali, 11 regionali, 3 riservati a esigenze del SSN;
- 2024, 251 contratti statali, 12 regionali, 8 riservati a esigenze del SSN.
Secondo i dati forniti da Anaao, nel 2025 su 260 contratti banditi non ne sono stati assegnati 7, il 3%. La Scuola di Specializzazione in Pneumologia è molto richiesta.
Consulta la nostra analisi statistica sulle assegnazioni 2025 per avere tutti i dati di cui hai bisogno per scegliere la tua scuola.
Dove specializzarsi in Pneumologia
Nel 2025 le Scuole di Specializzazione in Pneumologia in Italia sono state 30.
- Bari, 8 posti totali
- Bologna, 7 posti totali
- Brescia, 4 posti totali
- Campania “L. Vanvitelli”, 13 posti totali
- Catania, 12 posti totali più uno riservato a esigenze del SSN
- Catanzaro, 7 posti totali
- Cattolica del Sacro Cuore, 10 posti totali
- Ferrara, 10 posti totali
- Firenze, 10 posti totali
- Foggia, 7 posti totali
- Genova, 7 posti totali
- Humanitas University, 6 posti totali
- Insubria, 5 posti totali
- Milano, 16 posti totali
- Milano Bicocca, 11 posti totali
- Modena e Reggio Emilia, 9 posti totali
- Napoli Federico II, 8 posti totali più uno riservato a esigenze del SSN
- Padova, 15 posti totali
- Palermo, 9 posti totali più uno riservato a esigenze del SSN
- Parma, 8 posti totali
- Pavia, 6 posti totali
- Pisa, 7 posti totali
- Politecnica delle Marche, 9 posti totali
- Roma “La Sapienza” Fac. M-O/F-M, 14 posti totali
- Roma “Tor Vergata”, 6 posti totali
- Sassari, 8 posti totali
- Siena, 5 posti totali
- Torino, 8 posti totali più uno riservato a esigenze del SSN
- Trieste, 6 posti totali
- Verona, 6 posti totali
Piano di studi di Pneumologia
La Scuola di Specializzazione in Malattie dell’Apparato Respiratorio prevede l’acquisizione di 240 CFU (60 per anno), di cui una quota preponderante (spesso oltre il 70%, pari a circa 168-210 CFU) riservata alle attività professionalizzanti pratiche.
Obiettivi formativi
Il percorso mira a formare uno specialista autonomo nella gestione completa della patologia respiratoria. Gli obiettivi sono suddivisi in tre livelli:
- obiettivi di base: consolidamento delle conoscenze di fisiologia, immunologia e microbiologia applicate al sistema respiratorio;
- tronco comune: acquisizione di competenze internistiche e di gestione dell’emergenza-urgenza, necessarie per trattare le comorbilità del paziente respiratorio.
- obiettivi specifici
- Fisiopatologia: interpretazione avanzata di spirometria, DLCO e test da sforzo;
- Pneumologia interventistica: esecuzione di broncoscopie, lavaggi broncoalveolari (BAL) e gestione pleurica (toracentesi);
- Insufficienza respiratoria: gestione della ventilazione meccanica (NIV e invasiva) in Terapia Intensiva Respiratoria (UTIR);
- settori specifici: Oncologia toracica, disturbi respiratori del sonno (OSAS) e malattie rare (es. interstiziopatie, fibrosi cistica).
Didattica
L’articolazione didattica prevede una crescita progressiva delle responsabilità:
- I anno (basi e metodologia): focus su Medicina Interna e tronco comune. Apprendimento della semeiotica toracica, emogasanalisi e fisiopatologia di base;
- II anno (clinica pneumologica): studio sistematico delle patologie respiratorie maggiori (BPCO, Asma, Polmoniti). Inizio delle rotazioni nei laboratori di fisiopatologia e servizi dedicati (es. Tubercolosi);
- III Anno (tecnica e urgenza): acquisizione di competenze invasive (Broncoscopia) e gestione del paziente critico in UTIR o Rianimazione. Collaborazione interdisciplinare (Chirurgia toracica, Radiologia);
- IV Anno (sintesi e ricerca): consolidamento dell’autonomia decisionale (consulenze, PS), finalizzazione del progetto di ricerca e stesura della tesi di specializzazione.
Attività formative professionalizzanti
L’attività pratica richiede il raggiungimento di numeri minimi ministeriali e d’ateneo (es. Padova, Milano, Sassari) per l’accesso all’esame finale:
- Gestione clinica: almeno 150 casi in reparto/DH e 100 visite ambulatoriali gestite direttamente;
- Diagnostica funzionale: esecuzione/refertazione di almeno 200 prove di funzionalità respiratoria e 200 emogasanalisi;
- Pneumologia interventistica: partecipazione ad almeno 80 broncoscopie (di cui circa 30 come primo operatore);
- altre procedure: almeno 15 toracentesi, 30 polisonnografie e test allergologici/Mantoux.
Le rotazioni nella rete formativa (hub universitari e ospedali spoke) sono essenziali per garantire questa casistica diversificata.
Attività di ricerca
La ricerca è parte integrante del percorso formativo:
- include ricerca di base (biologica/molecolare), ricerca clinica (trial farmacologici su asma grave, fibrosi) e studi osservazionali (registri di patologia);
- alcuni atenei (es. Padova) richiedono esplicitamente la partecipazione attiva ad almeno 3 trial clinici;
- è incoraggiata la produzione di abstract per congressi e pubblicazioni su riviste indicizzate, culminando nella tesi di Specializzazione sperimentale;
- sono fortemente incentivati periodi di formazione e ricerca all’estero (fino a 18 mesi), spesso supportati da programmi come Erasmus+.
Panoramica delle specificità di ateneo
- Nord Italia: Sedi come Milano (Statale, Bicocca, Humanitas), Padova e Verona si distinguono per l’integrazione con grandi IRCCS, l’alta specializzazione in trapianti e malattie rare, e un forte focus sulla ricerca clinica strutturata;
- Centro e Sud Italia: atenei come Bologna, Roma Sapienza, Sassari e Catanzaro offrono reti formative vaste che garantiscono un’eccellente esposizione alla casistica clinica territoriale e cronica (BPCO, TBC), con centri di eccellenza per ipertensione polmonare e interventistica.
Specializzazione in Pneumologia: opinioni
Conviene specializzarsi in Pneumologia? Ecco un elenco puntato dei principali vantaggi e svantaggi che ti aiuterà a capire perché scegliere la Specializzazione in Pneumologia oppure no.
Punti di forza
- Centralità epidemiologica: essendo le malattie respiratorie la terza causa di morte globale, la domanda assistenziale è garantita e in crescita a causa dell’invecchiamento della popolazione e dell’inquinamento.
- Innovazione tecnologica e farmacologica: la specializzazione vive una “Golden Age” grazie all’introduzione di farmaci biologici per l’asma grave e terapie antifibrotiche, oltre all’uso di tecnologie avanzate come ventilatori e broncoscopi.
- Varietà clinica: permette di spaziare tra ambiti molto diversi, dall’oncologia all’infettivologia, fino alla terapia intensiva respiratoria e alla gestione dei disturbi del sonno, offrendo percorsi di carriera personalizzabili.
- Mercato privato in espansione: oltre all’attività ospedaliera, esistono opportunità crescenti nell’assistenza domiciliare e nella libera professione.
- Soddisfazione professionale: l’impatto diretto sulla qualità di vita dei pazienti cronici e la possibilità di risolvere acuzie respiratorie offrono una forte gratificazione personale.
Criticità
- Alto rischio di burnout: la categoria è soggetta a forti stress emotivi dovuti alla gestione di pazienti critici, alla mortalità elevata e ai carichi di lavoro intensi.
- Competizione interdisciplinare: lo pneumologo deve difendere costantemente il proprio perimetro clinico dalla sovrapposizione con internisti (per la gestione di reparto) e allergologi (per la gestione dell’asma), rischiando talvolta di perdere specificità se non acquisisce competenze procedurali esclusive.
Punteggio minimo Specializzazione in Pneumologia
Nel 2025 il punteggio minimo per accedere alla Scuola di Specializzazione in Pneumologia, alla prima assegnazione è risultato compreso tra:
- 96,5 punti alla Cattolica del Sacro Cuore, 4.375° posto
- 46 punti a Sassari, 15.010° posto
Per tutti i punteggi SSM di Malattie dell’apparato respiratorio e delle altre scuole, clicca su punteggi minimi SSM 2025.
Migliori Scuole di Specializzazione in Pneumologia
Ogni anno i medici specializzandi devono rispondere al questionario sulla valutazione delle Scuole di Specializzazione.
L’Associazione Liberi Specializzandi – Fattore 2a ha elaborato le risposte del 2023 per il 2022. In base a questa elaborazione il punteggio medio di soddisfazione degli specializzandi in Malattie dell’apparato respiratorio è di 7,08 punti.
Le migliori Scuole di Pneumologia sono:
- Catanzaro
- Trieste
- Ferrara
- Pisa
- Roma Tor Vergata
Cosa fa lo pneumologo
La Pneumologia è una specialità dinamica e trasversale, che richiede solide competenze cliniche, capacità interpretative e un costante lavoro in team multidisciplinari, offrendo al tempo stesso numerose possibilità di differenziazione professionale.
Lo pneumologo si occupa della prevenzione, diagnosi e trattamento delle malattie dell’apparato respiratorio. La sua attività riguarda sia le patologie più comuni, come asma e bronchite cronica, sia quadri complessi e potenzialmente gravi che coinvolgono polmoni, vie aeree, pleura e la funzione respiratoria nel suo insieme.
Dal punto di vista clinico, lo pneumologo valuta il paziente con sintomi respiratori (dispnea, tosse cronica, dolore toracico, infezioni ricorrenti), interpreta esami funzionali come la spirometria e test di diffusione, analizza immagini radiologiche del torace e imposta terapie farmacologiche, riabilitative o di supporto ventilatorio. Segue pazienti in ambito ambulatoriale, in reparto e, in alcuni casi, in contesti ad alta intensità di cura, come la gestione dell’insufficienza respiratoria acuta o cronica.
All’interno della Pneumologia esistono aree di specializzazione ben definite. Una delle principali è la Pneumologia clinica, che si concentra sulla gestione delle malattie respiratorie croniche e infiammatorie, come asma, BPCO e bronchiectasie, con particolare attenzione al follow-up a lungo termine e all’aderenza terapeutica. Un’altra area rilevante è la Pneumologia interventistica, che comprende procedure endoscopiche come la broncoscopia diagnostica e operativa, utilizzata per biopsie, rimozione di secrezioni o trattamento di stenosi delle vie aeree.
Un ambito in forte sviluppo è quello delle malattie respiratorie del sonno, in cui lo pneumologo si occupa della diagnosi e del trattamento di disturbi come la sindrome delle apnee ostruttive del sonno, collaborando spesso con neurologi e otorinolaringoiatri. Esiste poi una specializzazione dedicata alle interstiziopatie polmonari, patologie rare e complesse che richiedono competenze avanzate e un approccio multidisciplinare con reumatologi, radiologi e patologi.
Lo pneumologo può inoltre specializzarsi nella Oncologia toracica, occupandosi del percorso diagnostico dei tumori polmonari e della gestione delle complicanze respiratorie, oppure nella ventilazione non invasiva e nella pneumologia riabilitativa, fondamentali per i pazienti con insufficienza respiratoria cronica.
Specializzando in Pneumologia: stipendio
Quanto guadagna uno specializzando in Pneumologia? Lo stipendio degli specializzandi è uguale, indipendentemente dalla scuola frequentata, almeno fino al 2024/25. Infatti, dal 2025/26 per le 20 scuole meno attrattive è previsto un aumento maggiore rispetto a quello previsto per tutte le altre scuole.
Per approfondire, leggi qual è lo stipendio di uno specializzando.
Quindi, al momento, lo stipendio netto dello specializzando in Medicina è pari a:
- 1652,29 euro al mese per i primi due anni di specializzazione;
- 1718,35 euro al mese per gli anni successivi.
Quanto guadagna uno pneumologo
In Italia la retribuzione dello pneumologo varia in modo significativo a seconda che lavori nel pubblico o nel privato, con differenze legate a contratto, anzianità, carichi di lavoro e attività aggiuntive. Il riferimento principale, soprattutto per chi si orienta dopo la specializzazione, è lo pneumologo ospedaliero dipendente del Servizio Sanitario Nazionale.
In questo caso, la retribuzione segue il CCNL della dirigenza medica: uno pneumologo neoassunto percepisce in media una retribuzione annua lorda intorno ai 55.000–60.000 euro, che può salire progressivamente con l’anzianità di servizio, incarichi organizzativi e indennità legate a guardie, notti e reperibilità, arrivando anche a 75.000–80.000 euro lordi annui. Su base mensile, questo corrisponde a circa 4.200–6.100 euro lordi, mentre il netto mensile si colloca mediamente tra 2.800 e 4.000 euro, a seconda del profilo fiscale e delle voci accessorie in busta paga.
Nel settore privato, invece, i guadagni sono molto più variabili. Uno pneumologo che lavora come dipendente in una clinica privata o come libero professionista può avere redditi più bassi nelle fasi iniziali, ma anche decisamente più alti con l’aumentare dell’esperienza, della domanda e delle prestazioni erogate. In media, la retribuzione annua lorda che può oscillare tra 40.000 e oltre 100.000 euro, con valori superiori per chi svolge attività diagnostiche specialistiche, pneumologia interventistica o medicina del sonno. Il reddito mensile netto, nel privato, è meno prevedibile perché dipende da regime fiscale, costi di gestione dello studio e volume di attività, ma può andare da circa 2.000 euro fino a oltre 6.000 euro al mese nei profili più strutturati. Nel complesso, il pubblico garantisce maggiore stabilità e progressione certa, mentre il privato offre potenzialmente margini di guadagno più elevati a fronte di una maggiore variabilità.
Sbocchi professionali
I principali sbocchi lavorativi per uno specializzato in Pneumologia sono numerosi e riflettono la natura trasversale della disciplina, che intercetta bisogni clinici molto diffusi nella popolazione e in costante crescita, come le patologie respiratorie croniche, l’invecchiamento della popolazione e l’aumento dei disturbi respiratori legati all’ambiente e allo stile di vita.
Lo sbocco più tradizionale è l’ospedale pubblico, dove lo pneumologo lavora come dirigente medico all’interno di reparti di Pneumologia, Medicina interna o, in alcuni contesti, di Terapia subintensiva respiratoria. Qui si occupa della gestione dei pazienti ricoverati, delle urgenze respiratorie, delle insufficienze respiratorie acute e croniche e svolge attività ambulatoriale e di consulenza intraospedaliera. Con l’esperienza può specializzarsi in ambiti come la ventilazione non invasiva, la pneumologia interventistica o la gestione delle interstiziopatie.
Un altro sbocco rilevante è la sanità privata accreditata o non accreditata, che comprende cliniche, case di cura e poliambulatori specialistici. In questo contesto lo pneumologo svolge prevalentemente attività ambulatoriale e diagnostica, come visite specialistiche, spirometrie, test di funzionalità respiratoria e follow-up di patologie croniche. Nel privato è frequente una maggiore focalizzazione su ambiti specifici, come la medicina del sonno o la riabilitazione respiratoria.
Molti pneumologi intraprendono la libera professione, aprendo uno studio medico o collaborando con più strutture. Questo sbocco consente maggiore autonomia organizzativa e la possibilità di costruire un’attività altamente specialistica, ad esempio nella gestione dell’asma grave, della BPCO avanzata o delle apnee ostruttive del sonno, spesso integrando l’attività clinica con prestazioni strumentali.
Un’area in crescita è quella della medicina del sonno, dove lo pneumologo trova spazio in centri dedicati alla diagnosi e al trattamento dei disturbi respiratori del sonno, lavorando in team multidisciplinari con neurologi, otorinolaringoiatri e tecnici di neurofisiopatologia. Analogamente, esistono opportunità nella pneumologia territoriale e ambulatoriale, soprattutto in contesti di presa in carico a lungo termine del paziente cronico.
Infine, per chi è interessato all’ambito accademico, la Pneumologia offre sbocchi nella ricerca e nell’università, con attività di ricerca clinica e traslazionale, didattica e partecipazione a studi multicentrici. In misura minore, ma non trascurabile, esistono opportunità anche nell’industria farmaceutica e biomedicale, soprattutto per ruoli di consulenza scientifica, formazione e ricerca clinica.
Come prepararsi al concorso SSM
Superare il test SSM non è difficile, dato il numero di contratti disponibili. La vera difficoltà consiste nel conseguire il punteggio sufficiente per entrare nella scuola e nella sede desiderate.
Pertanto, più alto è il punteggio ottenuto al Concorso di Specializzazione Medicina, maggiori sono le possibilità di raggiungere il proprio obiettivo.
Per aiutarti e supportarti in ogni fase di questa tappa fondamentale del tuo percorso professionale, Secret SSM ha organizzato più tipologie di corsi di preparazione al SSM, con accesso a decine di videolezioni, sia preregistrate che in diretta, 25 manuali SSM e al simulatore SSM con integrata l’AI e la modalità sfida. Inoltre, con i corsi Secret SSM hai l’opportunità di richiedere il tutoraggio ad personam.
Immagine in evidenza realizzata con Gemini