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Guida completa alla Specializzazione in Malattie Infettive

Le informazioni più utili e le opinioni sulla Scuola di Specializzazione in Malattie Infettive e Tropicali. Leggi l'approfondimento per capire se questa specializzazione è quella giusta per te.
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Indice

Ti interessa la Scuola di Specializzazione in Malattie Infettive e Tropicali? In questa guida troverai tutte le informazioni utili per orientarti nel percorso formativo e capire se è la scelta giusta per te.

Le Malattie Infettive e Tropicali sono la branca della medicina che si occupa della prevenzione, diagnosi e trattamento delle infezioni causate da batteri, virus, funghi e parassiti. Si tratta di una specialità clinica trasversale, che interagisce con numerosi ambiti della medicina, dalla medicina interna alla terapia intensiva, fino alla sanità pubblica.

Lo specialista in Malattie Infettive svolge un ruolo centrale nella gestione delle patologie infettive, sia in contesti ospedalieri che territoriali. Si occupa, ad esempio, di infezioni respiratorie, infezioni ospedaliere, HIV, epatiti virali, infezioni nei pazienti immunocompromessi e malattie tropicali importate. Ha inoltre un ruolo chiave nell’antimicrobial stewardship, nel controllo delle infezioni e nella gestione delle emergenze sanitarie.

L’attività integra competenze cliniche, microbiologiche ed epidemiologiche: dalla diagnosi e gestione del singolo paziente alla prevenzione della diffusione delle infezioni all’interno delle comunità e delle strutture sanitarie. Negli ultimi anni, il ruolo dell’infettivologo è diventato sempre più rilevante, anche alla luce delle pandemie, dell’antibiotico-resistenza e della crescente mobilità globale.

Lo specialista lavora in contesti diversi: reparti ospedalieri, ambulatori specialistici, unità di terapia intensiva, servizi di controllo delle infezioni, ma anche enti di sanità pubblica, organizzazioni internazionali e ambito accademico. Collabora frequentemente con altre figure professionali, tra cui internisti, intensivisti, microbiologi, epidemiologi e personale sanitario.

L’attività è fortemente clinica, con un buon equilibrio tra gestione del paziente acuto e follow-up ambulatoriale, ma include anche aspetti organizzativi e di prevenzione. È una specializzazione dinamica, che richiede aggiornamento continuo e capacità di adattamento a scenari epidemiologici in evoluzione.

In questa guida scoprirai come è organizzata la Scuola di Specializzazione in Malattie Infettive e Tropicali, quali competenze sviluppa lo specializzando, quali attività professionalizzanti sono previste e quali prospettive professionali offre questa specializzazione.

Troverai inoltre informazioni aggiornate su durata, sedi, posti disponibili, piano di studi, rete formativa e attività professionalizzanti della scuola.

Infine, potrai consultare opinioni e testimonianze e scoprire quali sono le migliori Scuole di Specializzazione in Malattie Infettive e Tropicali in Italia.

Continua a leggere la guida completa alla Specializzazione in Malattie Infettive e Tropicali di Secret SSM.

Specializzazione in Malattie Infettive

Il giovane medico che aspira a specializzarsi in Malattie Infettive deve acquisire 240 CFU.

La frequenza è obbligatoria. L’impegno orario è pari a 38 ore settimanali.

Lo specializzando ha diritto ad assenze, malattia e maternità.

Dopo aver superato la prova dell’ultimo anno di corso, lo specializzando deve sostenere la prova finale, che consiste nella discussione della tesi di specializzazione. L’argomento di tesi è proposto dallo specializzando in uno dei settori scientifici disciplinari inclusi nel Regolamento Didattico e prevede la guida di un relatore. La prova è valutata in centodecimi.

Quali sono le equipollenze con la Scuola di Malattie Infettive? La specializzazione in Malattie Infettive e Tropicali ha come principale equipollenza la Medicina Interna, che consente l’accesso agli stessi concorsi senza penalizzazioni. Sono invece considerate affini diverse altre discipline, come Microbiologia e Virologia, Igiene e Medicina Preventiva, Ematologia, Oncologia Medica, Pneumologia e Gastroenterologia, che permettono comunque la partecipazione ai concorsi ma con eventuali criteri specifici previsti dai bandi.

Durata della Specializzazione in Malattie Infettive

Quanto dura la Specializzazione in Malattie Infettive? La durata della Specializzazione in Malattie Infettive è di quattro anni.

Posti Specializzazione in Malattie Infettive

Il numero di posti per la specializzazione in Malattie Infettive è:

  • 2025, 228 contratti statali, 7 regionali, 1 coperto con fondi di altri Enti pubblici e privati, 1 riservato a esigenze della Sanità militare, 4 riservati a esigenze del SSN;
  • 2024, 244 contratti statali, 9 regionali, 1 coperto con fondi di altri Enti pubblici e privati, 6 riservati a esigenze del SSN;

È difficile entrare alla Scuola di Specializzazione in Malattie Infettive? Secondo i dati forniti da Anaao, nel 2025 non sono stati assegnati 70 contratti su 240, il 29% di quelli banditi.

Consulta la nostra analisi statistica sulle assegnazioni 2025 per avere tutti i dati di cui hai bisogno per scegliere la tua scuola.

Scuola di Specializzazione in Malattie Infettive: sedi

Dove specializzarsi in Malattie Infettive e Tropicali? Nel 2025 le Scuole di Specializzazione in Malattie Infettive in Italia sono state 33:

  • Bari, 6 posti totali
  • Bologna, 11 posti totali
  • Brescia, 8 posti totali
  • Campania “L. Vanvitelli”, 10 posti totali più un posto riservato al SSN
  • Catania, 3 posti totali
  • Chieti-Pescara, 3 posti totali
  • Cattolica del Sacro Cuore, 6 posti totali
  • Firenze, 10 posti totali
  • Foggia, 4 posti totali
  • Genova, 7 posti totali
  • Humanitas University, 5 posti totali
  • Insubria, 2 posti totali
  • Messina, 8 posti totali più 1 posto riservato al SSN
  • Milano, 15 posti totali
  • Milano-Bicocca, 4 posti totali
  • Modena e Reggio Emilia, 9 posti totali
  • Napoli Federico II, 6 posti totali
  • Padova, 4 posti totali
  • Palermo, 8 posti totali più un posto riservato al SSN
  • Parma, 10 posti totali
  • Pavia, 4 posti totali
  • Perugia, 5 posti totali
  • Pisa, 7 posti totali
  • Politecnica delle Marche, 8 posti totali
  • Roma “La Sapienza” Fac. M-O/F-M, 17 posti totali
  • Roma “Tor Vergata”, 12 posti totali
  • San Raffaele Milano, 6 posti totali
  • Sassari, 10 posti totali
  • Siena, 4 posti totali
  • Torino, 10 posti totali
  • Trieste, 4 posti totali
  • Udine, 7 posti totali più un posto riservato al SSN
  • Verona, 7 posti totali

Specializzazione in Malattie Infettive: programma

Ecco quali sono i punti chiave della guida alla Scuola di Specializzazione in Malattie Infettive e Tropicali.

Obiettivi formativi

L’obiettivo è formare specialisti capaci di gestire patologie infettive di qualsiasi eziologia in tutte le fasi della vita, con focus su:

  • diagnostica laboratoristica e strumentale avanzata;
  • gestione di pazienti immunocompromessi (HIV, trapiantati, oncologici);
  • medicina tropicale, delle migrazioni e profilassi internazionale;
  • epidemiologia e controllo delle emergenze sanitarie pubbliche.

Piano di studi

  • Primo anno: fondamenti di Medicina interna e inquadramento clinico metodologico.
  • Secondo anno: Focus su Microbiologia, Virologia e gestione delle infezioni nosocomiali.
  • Terzo anno: Approfondimento su malattie tropicali, parassitologia e metodologia della ricerca.
  • Quarto anno: Specializzazione in terapie innovative, stewardship antimicrobica e redazione della tesi finale.

Attività formative

La formazione è prevalentemente pratica, learning by doing. Lo specializzando deve completare una casistica minima obbligatoria che include:

  • almeno 200 casi clinici (di cui 50 tropicali e 25 riguardanti migranti);
  • 200 consulenze specialistiche e 50 consulenze di medicina dei viaggi;
  • procedure invasive (punture lombari), attività tecniche come il prelievo di emocolture e simulazioni in centri di alta tecnologia per la gestione delle emergenze.

Attività di ricerca

La ricerca è un pilastro fondamentale e si concentra su:

  • infezioni emergenti (come nuove varianti virali o epidemie respiratorie) e gestione dell’antibiotico-resistenza (AMR);
  • studi sull’ospite immunocompromesso e sulle comorbidità legate all’HIV;
  • approccio One Health per lo studio delle arbovirosi influenzate dai cambiamenti climatici.

Internazionalizzazione

È prevista la possibilità di trascorrere fino a 18 mesi all’estero presso centri di eccellenza o in paesi a risorse limitate. Questa apertura internazionale è volta a formare figure capaci di operare in contesti di salute globale (OMS, ECDC, ONG).

Specializzazione Malattie infettive: opinioni

L’analisi delle opinioni sulla Scuola di Specializzazione in Malattie Infettive rivela una disciplina percepita come estremamente affascinante e intellettualmente stimolante, ma gravata da forti incertezze riguardo al mercato del lavoro post-pandemia e alla qualità della vita.

Pro

  • Varietà e stimolo intellettuale: la materia è considerata dinamica e mai noiosa, paragonabile per completezza alla Medicina interna ma con una maggiore specificità diagnostica. Gli specializzandi apprezzano la gestione del paziente complesso e il ragionamento clinico “da detective” necessario per risolvere casi intricati.
  • Impatto sociale e gratificazione: vi è un forte senso di utilità sociale; lo specialista sente di poter fare concretamente la differenza nella salute pubblica e nella gestione delle emergenze globali.
  • Internazionalizzazione e missioni: è una delle specializzazioni che offre le migliori opportunità per esperienze all’estero, cooperazione internazionale e missioni umanitarie (es. con Medici con l’Africa Cuamm o MSF).
  • Multidisciplinarietà: l’infettivologo lavora costantemente come consulente per altri reparti (chirurgie, oncologia, trapianti), mantenendo un ruolo centrale e trasversale all’interno dell’ospedale.

Contro

  • Saturazione del mercato del lavoro: è il timore principale emerso nei forum dei giovani medici. Molte fonti segnalano che, dopo le massicce assunzioni avvenute durante l’emergenza COVID-19, i reparti (specialmente al Nord) risultano attualmente saturi, rendendo difficile trovare posti nel pubblico per i futuri neo-specialisti.
  • Assenza di sbocchi nel privato: a differenza di altre branche, le possibilità di carriera nel settore privato sono considerate quasi nulle, poiché la gestione delle infezioni gravi e l’accesso ai farmaci specifici sono quasi esclusivamente di competenza ospedaliera pubblica.
  • Qualità della vita e carico di lavoro: gli orari sono spesso pesanti (frequentemente dalle 8:00 alle 19:00) e il carico emotivo è notevole, dovendo gestire pazienti gravi, cronici o in isolamento.
  • Rischi e aggiornamento continuo: la branca comporta un rischio biologico intrinseco (sebbene gestibile con le dovute cautele) e richiede uno studio costante per rimanere aggiornati su patogeni emergenti, resistenze antibiotiche e nuove linee guida.
  • Iper-specializzazione delle sedi: alcuni centri sono focalizzati quasi esclusivamente su una singola area (es. solo HIV), rendendo difficile per lo specializzando acquisire una visione d’insieme su malattie tropicali o parassitologia se la sede non è ben diversificata.

Punteggio minimo Specializzazione in Malattie infettive

Nel 2025 il punteggio minimo per accedere alla Scuola di Specializzazione in Malattie Infettive, alla prima assegnazione è risultato compreso tra:

  • 96,50 punti a Milano Bicocca, 4.370° posto
  • 17,50 punti all’Università di Brescia, 15.836° posto

Per tutti i punteggi SSM di Malattie Infettive e delle altre scuole, clicca su punteggi minimi SSM 2025.

Migliori Scuole di Specializzazione in Malattie Infettive

Ogni anno i medici specializzandi devono rispondere al questionario sulla valutazione delle Scuole di Specializzazione.

L’Associazione Liberi Specializzandi Fattore 2a ha elaborato le risposte del 2023 per il 2022. In base a questa elaborazione il punteggio medio di soddisfazione degli specializzandi in Malattie Infettive è di 6,66 punti.

Le migliori Scuole di Malattie Infettive e Tropicali sono:

  • Chieti-Pescara
  • Catanzaro
  • Verona

Cosa fa un medico specializzato in Malattie Infettive

Il medico specializzato in Malattie Infettive si occupa della diagnosi, del trattamento e della prevenzione delle infezioni causate da batteri, virus, funghi e parassiti. È una figura trasversale, che interviene in contesti clinici molto diversi, spesso a supporto di altri specialisti, soprattutto nei casi complessi o nei pazienti fragili, come immunodepressi, oncologici o ricoverati in terapia intensiva.

Una parte rilevante dell’attività è clinica: l’infettivologo segue pazienti con infezioni acute e croniche, sia in reparto che in ambulatorio. Tra le condizioni più frequenti rientrano le infezioni respiratorie, le infezioni sistemiche, le infezioni ospedaliere e quelle correlate a dispositivi medici. Ha inoltre un ruolo centrale nella gestione di patologie come HIV e epatiti virali, che richiedono un follow-up a lungo termine e una gestione terapeutica complessa.

Accanto all’attività clinica, lo specialista si occupa anche di prevenzione e controllo delle infezioni. Lavora, ad esempio, nei programmi di antimicrobial stewardship, con l’obiettivo di ottimizzare l’uso degli antibiotici e contrastare il fenomeno dell’antibiotico-resistenza. Collabora inoltre alla sorveglianza epidemiologica e alla gestione di focolai infettivi, sia in ambito ospedaliero che territoriale.

All’interno della disciplina esistono diversi ambiti di particolare approfondimento, che possono configurarsi come vere e proprie “sottospecializzazioni” maturate nella pratica clinica o nella ricerca. Uno dei principali è quello dell’infettivologia ospedaliera, che si concentra sulle infezioni nosocomiali e sulla gestione dei pazienti ricoverati, spesso complessi e polipatologici.

Un altro ambito rilevante è quello dell’HIV e delle infezioni croniche, che richiede competenze specifiche nella gestione a lungo termine, nell’aderenza terapeutica e nelle comorbidità associate. In parallelo, esiste un focus sulle epatiti virali e sulle malattie del fegato di origine infettiva, ambito in cui l’infettivologo collabora spesso con epatologi e gastroenterologi.

C’è poi l’area delle infezioni nei pazienti immunocompromessi, come trapiantati o pazienti in trattamento oncologico, dove il rischio infettivo è elevato e la gestione richiede un approccio altamente specialistico e multidisciplinare. Un altro ambito importante è quello delle malattie tropicali e delle infezioni importate, legato ai viaggi internazionali e alle migrazioni, che include patologie meno frequenti nei Paesi occidentali ma di grande rilevanza clinica.

Infine, alcuni infettivologi si dedicano in modo più specifico al controllo delle infezioni e alla sanità pubblica, lavorando su protocolli, linee guida e strategie di prevenzione, oppure alla ricerca clinica e sperimentale, contribuendo allo sviluppo di nuovi farmaci e vaccini.

Specializzazione Malattie Infettive: stipendio

Quanto guadagna uno specializzando in Malattie Infettive? Fino all’anno accademico 2024/2025, lo stipendio degli specializzandi è stato uguale per tutte le scuole di specializzazione. A partire dal 2025/2026 è stato introdotto un aumento della borsa di specializzazione, con un incremento della quota fissa valido per tutte le scuole e un ulteriore aumento della quota variabile riservato ad alcune specializzazioni considerate meno attrattive, tra cui c’è Malattie Infettive e Tropicali.

Quindi, attualmente, lo stipendio netto di uno specializzando è pari a circa:

  • 1.650 – 1.730€ al mese nei primi due anni di specializzazione;
  • 1.700 – 1.800€ al mese negli anni successivi, con un incremento leggero legato alla riforma.

Ma per le specializzazioni considerate meno attrattive è previsto anche un incremento aggiuntivo della borsa pari a circa 82€ netti mensili nei primi due anni e 118€ negli anni successivi, che si somma all’aumento del 5% previsto per tutti gli specializzandi.

Nel complesso, l’incremento totale può arrivare a circa 160–200€ netti mensili rispetto alla borsa precedente.

Per approfondire, leggi qual è lo stipendio di uno specializzando.

Quanto guadagna un infettivologo

In Italia, lo stipendio di un medico specializzato in Malattie Infettive e Tropicali è in gran parte allineato a quello degli altri specialisti, soprattutto nel settore pubblico, dove è regolato dal contratto del Servizio Sanitario Nazionale. In questo contesto, la retribuzione annua lorda (RAL) si colloca mediamente tra i 55.000 e i 100.000 euro, con una crescita progressiva legata all’esperienza e agli incarichi. Questo corrisponde a una retribuzione mensile lorda compresa tra circa 3.000 e 6.500 euro, che si traduce in un netto mensile mediamente tra 2.800 e 4.800 euro, con possibilità di aumenti nelle fasi più avanzate della carriera grazie a indennità, guardie e responsabilità aggiuntive.

Nel settore privato, invece, i guadagni sono più variabili e meno standardizzati. L’attività dell’infettivologo è infatti meno orientata a prestazioni ad alta redditività rispetto ad altre specialità, e spesso si configura come integrazione del lavoro ospedaliero, attraverso consulenze, attività ambulatoriale o collaborazioni con strutture accreditate. In questi casi, la retribuzione annua lorda può oscillare indicativamente tra 60.000 e 120.000 euro, con una retribuzione mensile lorda tra 3.500 e 8.000 euro e un netto che varia da circa 2.500 a oltre 5.000 euro, in funzione del volume di attività e del posizionamento professionale.

Sbocchi professionali

Gli sbocchi lavorativi per un medico specializzato in Malattie Infettive e Tropicali sono piuttosto diversificati, anche se il principale ambito di inserimento resta quello ospedaliero. La maggior parte degli infettivologi lavora infatti in reparti dedicati o in unità operative ospedaliere, dove si occupa della gestione clinica dei pazienti ricoverati e delle consulenze per altri reparti, soprattutto nei casi complessi o nei pazienti fragili.

Un altro sbocco rilevante è rappresentato dall’attività ambulatoriale specialistica, sia all’interno del servizio pubblico sia in strutture private o accreditate. In questo contesto, l’infettivologo segue pazienti con infezioni croniche, come HIV o epatiti virali, e si occupa del monitoraggio a lungo termine e dell’aderenza terapeutica.

Accanto all’attività clinica, esistono opportunità nell’ambito della prevenzione e del controllo delle infezioni. Alcuni specialisti lavorano infatti nei servizi di infection control e antimicrobial stewardship, occupandosi di protocolli, sorveglianza epidemiologica e gestione del rischio infettivo all’interno delle strutture sanitarie.

Non mancano poi sbocchi nella sanità pubblica e nelle istituzioni, dove l’infettivologo può contribuire alla gestione delle emergenze sanitarie, alla pianificazione di interventi di prevenzione e alle politiche sanitarie, spesso in collaborazione con enti regionali, nazionali o organismi internazionali.

Un ulteriore ambito è quello della ricerca e dell’università, che offre la possibilità di lavorare su studi clinici, sviluppo di nuovi farmaci e vaccini e attività didattica. Infine, in alcuni casi, è possibile intraprendere percorsi professionali in organizzazioni non governative o contesti internazionali, soprattutto nell’ambito delle malattie tropicali e della cooperazione sanitaria.

Come prepararsi al concorso SSM

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Pertanto, più alto è il punteggio ottenuto al Concorso di Specializzazione Medicina, maggiori sono le possibilità di raggiungere il proprio obiettivo.

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