Ti interessa la Scuola di Specializzazione in Chirurgia Vascolare? In questa guida troverai tutte le informazioni utili per orientarti nel percorso formativo e capire se è la scelta giusta per te.
La Chirurgia Vascolare è la disciplina medica che si occupa della diagnosi e del trattamento delle patologie a carico dei vasi sanguigni, arteriosi e venosi, con esclusione di quelli intracranici e cardiaci. Comprende sia approcci chirurgici tradizionali sia tecniche mininvasive endovascolari, con l’obiettivo di prevenire complicanze gravi e migliorare la qualità e l’aspettativa di vita del paziente.
Il chirurgo vascolare svolge un ruolo chiave nella gestione di patologie come aneurismi, arteriopatie periferiche, stenosi carotidee, trombosi venose profonde e insufficienza venosa cronica. Si occupa, ad esempio, del trattamento degli aneurismi dell’aorta, della rivascolarizzazione degli arti inferiori, della prevenzione dell’ictus mediante chirurgia carotidea e della gestione delle varici e delle ulcere vascolari.
L’attività del chirurgo vascolare integra competenze cliniche, diagnostiche e interventistiche: dalla valutazione ambulatoriale del paziente, all’utilizzo di tecniche di imaging come ecocolordoppler, fino agli interventi in sala operatoria o in sala angiografica. Sempre più centrale è l’approccio endovascolare, che consente trattamenti meno invasivi rispetto alla chirurgia tradizionale.
Il chirurgo vascolare lavora in stretta collaborazione con altre figure specialistiche, come cardiologi, radiologi interventisti, anestesisti e medici internisti, all’interno di team multidisciplinari, soprattutto nella gestione dei pazienti complessi e ad alto rischio.
L’attività si svolge prevalentemente in reparti ospedalieri, sale operatorie e ambulatori specialistici, dove lo specialista si occupa della diagnosi, del trattamento e del follow-up delle patologie vascolari, spesso in contesti di urgenza ed emergenza.
In questa guida scoprirai come è organizzata la Scuola di Specializzazione in Chirurgia Vascolare, quali competenze sviluppa lo specializzando, quali attività professionalizzanti sono previste e quali prospettive professionali offre questa specializzazione.
Troverai inoltre informazioni aggiornate su durata, sedi, posti disponibili, piano di studi, rete formativa e attività professionalizzanti della scuola.
Infine, potrai consultare opinioni e testimonianze e scoprire quali sono le migliori Scuole di Specializzazione in Chirurgia Vascolare in Italia.
Continua a leggere la guida completa alla Specializzazione in Chirurgia Vascolare di Secret SSM.
Chirurgia Vascolare: la specializzazione
Il giovane medico che aspira a specializzarsi in Chirurgia Vascolare deve acquisire 300 CFU.
La frequenza è obbligatoria. L’impegno orario è pari a 38 ore settimanali.
Lo specializzando ha diritto ad assenze, malattia e maternità.
Dopo aver superato la prova dell’ultimo anno di corso, lo specializzando deve sostenere la prova finale, che consiste nella discussione della tesi di specializzazione. L’argomento di tesi è proposto dallo specializzando in uno dei settori scientifici disciplinari inclusi nel Regolamento Didattico e prevede la guida di un relatore. La prova è valutata in centodecimi.
Quanto dura la Specializzazione in Chirurgia Vascolare
La durata della Specializzazione in Chirurgia Vascolare è di cinque anni.
Posti Specializzazione in Chirurgia Vascolare
Il numero di posti per la specializzazione in Chirurgia Vascolare è:
- 2025, 117 contratti statali, 6 regionali, 1 riservato a esigenze del SSN;
- 2024, 111 contratti statali, 7 regionali, 1 altri enti pubblici e privati, 4 riservati a esigenze del SSN.
È difficile entrare alla Scuola di Specializzazione in Chirurgia Vascolare? Secondo i dati forniti da Anaao, nel 2025 non sono stati assegnati 5 contratti su 124 banditi, pari al 4%.
Consulta la nostra analisi statistica sulle assegnazioni 2025 per avere tutti i dati di cui hai bisogno per scegliere la tua scuola.
Scuola di Specializzazione in Chirurgia Vascolare: università
Dove specializzarsi in Chirurgia Vascolare? Nel 2025 le Scuole di Specializzazione in Medicina in Chirurgia Vascolare sono state 20:
- Bologna, 9 posti totali
- Brescia, 5 posti totali
- Catania, 10 posti totali più uno riservato a esigenze del SSN
- Cattolica del Sacro Cuore, 4 posti totali
- Ferrara, 3 posti totali
- Firenze, 5 posti totali
- Genova, 6 posti totali
- Humanitas University, 2 posti totali
- Insubria, 4 posti totali
- Milano, 15 posti totali
- Napoli Federico II, 7 posti totali
- Padova, 12 posti totali
- Parma, 3 posti totali
- Pisa, 8 posti totali
- Roma “La Sapienza” Fac. M-O/F-M, 6 posti totali
- Roma “Tor Vergata”, 5 posti totali
- San Raffaele Milano, 6 posti totali
- Siena, 5 posti totali
- Torino, 7 posti totali
- Trieste, 3 posti totali
Specializzazione in Chirurgia Vascolare: cosa tratta
L’obiettivo è formare specialisti competenti nella diagnosi clinica e strumentale (in particolare l’Ecocolordoppler) e nel trattamento delle patologie vascolari. Il chirurgo vascolare deve padroneggiare tecniche tradizionali (open), endovascolari (stenting, endoprotesi) e approcci ibridi, oltre a possedere solide basi in chirurgia d’urgenza e generale.
Piano di studi
- Primo anno: focus sulle basi della chirurgia generale, anatomia chirurgica e inizio della diagnostica non invasiva.
- Secondo anno: approfondimento delle urgenze-emergenze e gestione del paziente critico.
- Terzo anno: specializzazione tecnica con focus sulla radiologia interventistica e sale ibride.
- Quarto e quinto anno: raggiungimento della progressiva autonomia in interventi di media e alta complessità, fino alla discussione della tesi finale.
Attività formative professionalizzanti
Lo specializzando deve certificare un numero minimo di procedure (logbook). Ad esempio, sono richieste almeno 20 partecipazioni ad interventi di alta Chirurgia Vascolare e volumi consistenti di diagnostica (fino a 700 casi totali in alcune scuole) per garantire una curva di apprendimento adeguata.
Attività di ricerca e Internazionalizzazione
La ricerca spazia dall’uso di cellule staminali per le ischemie critiche alla pianificazione chirurgica tramite stampanti 3D. È fortemente promossa l’internazionalizzazione, con la possibilità di trascorrere fino a 18 mesi presso centri di eccellenza esteri (Parigi, Amburgo, Copenaghen).
Rete formativa e Strutture di apprendimento
La formazione si svolge in reti accreditate composte da centri Hub (policlinici universitari) e Spoke (ospedali territoriali ad alta specializzazione) che garantiscono un’ampia varietà di casistica clinica. Il profilo dello specialista si sta evolvendo verso l’integrazione di robotica, intelligenza artificiale e medicina rigenerativa, mantenendo però un solido fondamento etico e clinico.
Specializzazione in Chirurgia Vascolare: opinioni
L’analisi delle testimonianze giovani specialisti delinea la Chirurgia Vascolare come una disciplina estremamente stimolante e in rapida evoluzione, ma caratterizzata da un carico di stress e un impegno personale tra i più elevati del panorama chirurgico.
Chi ama la tecnica e la sfida intellettuale trova in questa scuola la sua massima espressione. Tuttavia, c’è una chiara avvertenza per chi cerca un equilibrio vita-lavoro semplice: la Chirurgia Vascolare è descritta non solo come un lavoro, ma come uno stile di vita che richiede sacrifici personali importanti.
Pro
- Innovazione e tecnologia: è considerata una delle branche più giovani e in divenire. Il passaggio dalla chirurgia “open” a quella endovascolare e ibrida la rende una frontiera tecnologica continua, paragonabile per certi versi all’ingegneria applicata alla medicina.
- Versatilità e interdisciplinarità: il chirurgo vascolare opera su quasi tutto il corpo (tranne cuore ed encefalo), collaborando con cardiochirurghi, chirurghi toracici e generali. Questa trasversalità permette di non annoiarsi mai e di affrontare sfide sempre diverse.
- Stabilità lavorativa: grazie all’invecchiamento della popolazione e all’alta incidenza di fattori di rischio (fumo, diabete, ipertensione), la richiesta di specialisti è costante e non destinata a calare, garantendo sbocchi sicuri sia nel pubblico che nel privato.
- Adrenalina e soddisfazione nelle emergenze: la gestione di rotture aneurismatiche o ischemie acute offre picchi di adrenalina unici. Risolvere un’emergenza vitale in pochi minuti è descritto come uno degli aspetti più gratificanti del lavoro.
- Opportunità nel privato e Libera professione: oltre all’attività ospedaliera complessa, esiste un florido mercato privato legato alla diagnostica (Eco-Color-Doppler) e alla flebologia (trattamento delle vene varicose), che permette ottimi guadagni con ritmi più gestibili.
Contro
- Stile di vita e stress: è definita da molti come una branca brutale. Le urgenze non sono programmabili e possono verificarsi in qualsiasi momento della notte, con interventi che richiedono ore di concentrazione estrema stando in piedi sotto carichi radiologici (camici di piombo).
- Pazienti cronici e complessi: a differenza di altre chirurgie dove il paziente guarisce dopo l’intervento, il paziente vascolare è spesso un malato cronico che richiede follow-up per tutta la vita.
- Conflitti di competenza: esistono aree di confine che portano a attriti con altre specialità, come la cardiochirurgia per l’arco aortico o l’angiologia/radiologia interventistica per alcune procedure mini-invasive.
- Rischi professionali e complicanze: il margine d’errore è minimo; una complicanza durante un intervento aortico può avere esiti fatali immediati. Questo comporta un carico di responsabilità e preoccupazione che molti medici portano con sé anche fuori dall’orario di lavoro.
- Formazione pratica lenta: in alcuni contesti italiani, la curva di autonomia può essere lenta a causa della complessità degli interventi e della necessità di un expertise elevatissimo prima di poter operare come primo operatore su casi di alta chirurgia.
Punteggio minimo Specializzazione in Chirurgia Vascolare
Nel 2025 il punteggio minimo per accedere alla Scuola di Specializzazione in Chirurgia Vascolare, alla prima assegnazione è risultato compreso tra:
- 89,75 punti a Brescia, 6.303° posto
- 5,75 punti all’Università Insubria, 15.871° posto
Per tutti i punteggi SSM di Chirurgia Vascolare e delle altre scuole, clicca su punteggi minimi SSM 2025.
Migliori Scuole di Specializzazione in Chirurgia Vascolare
Ogni anno i medici specializzandi devono rispondere al questionario sulla valutazione delle Scuole di Specializzazione.
L’Associazione Liberi Specializzandi – Fattore 2a ha elaborato le risposte del 2023 per il 2022. In base a questa elaborazione il punteggio medio di soddisfazione degli specializzandi in Chirurgia Vascolare è di 6,57 punti.
Le migliori Scuole di Chirurgia Vascolare sono:
- Bari
- Siena
- Bologna
Chirurgo vascolare: cosa fa
Il medico specializzato in Chirurgia Vascolare si occupa della diagnosi, del trattamento e del monitoraggio delle patologie che colpiscono i vasi sanguigni, cioè arterie, vene e, in parte, il sistema linfatico. Il suo obiettivo principale è garantire un corretto flusso di sangue nei diversi distretti dell’organismo, prevenendo complicanze potenzialmente gravi come ischemie, embolie o rotture vascolari.
Nella pratica clinica, il chirurgo vascolare segue pazienti con patologie molto diverse tra loro. Può trattare malattie arteriose come l’aterosclerosi, che può portare a restringimenti o occlusioni dei vasi (ad esempio negli arti inferiori o nelle carotidi), oppure aneurismi, cioè dilatazioni patologiche delle arterie che possono rompersi se non trattate. Allo stesso tempo si occupa anche di patologie venose, come l’insufficienza venosa cronica, le varici e la trombosi venosa profonda, oltre a problematiche più complesse come le ulcere vascolari.
Una caratteristica distintiva della Chirurgia Vascolare è l’integrazione tra attività clinica, diagnostica e interventistica. Il medico non si limita a operare: visita i pazienti in ambulatorio, esegue e interpreta esami come l’ecocolordoppler e decide il percorso terapeutico più appropriato, che può essere conservativo, chirurgico tradizionale oppure endovascolare. Quest’ultimo approccio, sempre più diffuso, prevede interventi mininvasivi eseguiti dall’interno dei vasi, utilizzando cateteri, palloncini e stent.
All’interno della disciplina esistono diversi ambiti di interesse e “sottospecializzazioni”, che spesso si sviluppano nel corso della pratica clinica e lavorativa più che attraverso percorsi formalmente separati. Uno dei principali è quello della Chirurgia arteriosa, che riguarda il trattamento delle patologie dei grossi e medi vasi, come l’aorta e le arterie periferiche. In questo ambito rientrano, ad esempio, la chirurgia degli aneurismi dell’aorta (sia open che endovascolare) e gli interventi di rivascolarizzazione degli arti inferiori.
Un altro settore importante è la Chirurgia carotidea, focalizzata sulla prevenzione dell’ictus attraverso il trattamento delle stenosi delle arterie carotidi. Si tratta di un ambito molto delicato, che richiede precisione tecnica e un’attenta selezione dei pazienti.
C’è poi l’area della Chirurgia venosa, che comprende sia il trattamento delle forme più comuni, come le varici (oggi spesso gestite con tecniche mininvasive come laser o radiofrequenza), sia delle patologie più complesse, come le sindromi post-trombotiche o le insufficienze venose avanzate con ulcere.
Negli ultimi anni ha assunto un ruolo sempre più centrale la Chirurgia endovascolare, che rappresenta quasi una “specializzazione nella specializzazione”. In questo ambito il chirurgo utilizza tecniche guidate da imaging per trattare stenosi e aneurismi senza dover ricorrere a interventi a cielo aperto. Questo richiede competenze specifiche che si avvicinano a quelle della radiologia interventistica.
Un ulteriore campo di interesse è quello degli accessi vascolari per emodialisi, fondamentale nella gestione dei pazienti nefropatici. Il chirurgo vascolare crea e mantiene funzionanti fistole artero-venose e altri accessi necessari per i trattamenti dialitici.
In alcuni contesti, infine, il chirurgo vascolare si occupa anche di patologia linfatica, come il linfedema, e collabora nella gestione di pazienti complessi con piede diabetico, dove è fondamentale ripristinare un’adeguata perfusione per evitare amputazioni.
Stipendio Specializzazione in Chirurgia Vascolare
Quanto guadagna uno specializzando in Chirurgia Vascolare? Fino all’anno accademico 2024/2025, lo stipendio degli specializzandi è stato uguale per tutte le scuole di specializzazione. A partire dal 2025/2026 è stato introdotto un aumento della borsa di specializzazione, con un incremento della quota fissa valido per tutte le scuole e un ulteriore aumento della quota variabile riservato ad alcune specializzazioni considerate meno attrattive, tra cui non c’è Chirurgia Vascolare.
Quindi, attualmente, lo stipendio netto dello specializzando in Chirurgia Vascolare è pari a circa:
- 1.650 – 1.730€ al mese nei primi due anni di specializzazione;
- 1.700 – 1.800€ al mese negli anni successivi, con un incremento leggero legato alla riforma.
Per le specializzazioni considerate meno attrattive è previsto un incremento aggiuntivo della borsa pari a circa 82€ netti mensili nei primi due anni e 118€ negli anni successivi, che si somma all’aumento del 5% previsto per tutti gli specializzandi.
Nel complesso, l’incremento totale può arrivare a circa 160–200€ netti mensili rispetto alla borsa precedente.
Per approfondire, leggi qual è lo stipendio di uno specializzando.
Quanto guadagna un chirurgo vascolare
Il guadagno di un medico specializzato in Chirurgia Vascolare in Italia è in linea con quello degli altri chirurghi e varia in modo significativo in base all’esperienza e al contesto lavorativo.
Nel Servizio Sanitario Nazionale, un chirurgo vascolare percepisce generalmente una retribuzione annua lorda compresa tra i 60.000 e gli 85.000 euro, che corrisponde a circa 4.500–6.500 euro lordi al mese e a uno stipendio netto mensile che si aggira intorno ai 3.000–4.000 euro nelle fasi iniziali della carriera. Con l’aumentare dell’anzianità e delle responsabilità, questi valori possono crescere sensibilmente, arrivando anche a 5.000–5.500 euro netti al mese.
La situazione cambia ulteriormente per chi esercita nel settore privato: in questi casi la retribuzione annua può superare i 100.000 euro e aumentare in modo significativo, soprattutto per i professionisti più esperti o con competenze avanzate in ambito endovascolare, con guadagni mensili netti che possono andare ben oltre i 6.000 euro.
Sbocchi professionali
Un medico specializzato in Chirurgia Vascolare ha diversi sbocchi lavorativi, che spaziano tra il settore pubblico, quello privato e l’attività libera-professionale, spesso integrando più ambiti.
Nel Servizio Sanitario Nazionale, la maggior parte dei chirurghi vascolari lavora in reparti ospedalieri dedicati, dove si occupa di interventi chirurgici, follow-up dei pazienti e gestione delle urgenze vascolari. Qui possono assumere ruoli sia come dirigenti medici di struttura semplice o complessa, sia come coordinatori di team multidisciplinari che includono cardiologi, radiologi interventisti e anestesisti.
Nel settore privato, gli sbocchi principali comprendono cliniche e ospedali privati, ambulatori specialistici e studi professionali che offrono trattamenti endovascolari, gestione di patologie venose e arteriose o accessi vascolari per dialisi. L’attività libera-professionale, sia in studio privato che in convenzione con strutture sanitarie, permette di integrare l’attività ospedaliera con visite specialistiche, trattamenti mininvasivi e interventi programmati, spesso con un incremento significativo della retribuzione.
Oltre ai ruoli clinici, esistono opportunità in ambito accademico e di ricerca, in particolare per chi si occupa di innovazioni tecnologiche in chirurgia endovascolare, gestione del rischio trombotico o prevenzione delle malattie vascolari. Alcuni specialisti scelgono inoltre di lavorare in unità di emergenza e trauma center, dove la Chirurgia Vascolare è cruciale per il trattamento tempestivo di lesioni traumatiche o aneurismi a rischio di rottura.
Come prepararsi al concorso SSM
Superare il test SSM non è difficile, dato il numero di contratti disponibili. La vera difficoltà consiste nel conseguire il punteggio sufficiente per entrare nella scuola e nella sede desiderate.
Pertanto, più alto è il punteggio ottenuto al Concorso di Specializzazione Medicina, maggiori sono le possibilità di raggiungere il proprio obiettivo.
Per aiutarti e supportarti in ogni fase di questa tappa fondamentale del tuo percorso professionale, Secret SSM ha organizzato più tipologie di corsi di preparazione al SSM, con accesso a decine di videolezioni, sia preregistrate che in diretta, 25 manuali SSM e al simulatore SSM con integrata l’AI e la modalità sfida. Inoltre, con i corsi Secret SSM hai l’opportunità di richiedere il tutoraggio ad personam.
Immagine in evidenza realizzata con Gemini