Ti interessa la Scuola di Specializzazione in Allergologia e Immunologia clinica? In questa guida troverai tutte le informazioni utili per orientarti nel percorso formativo e capire se è la scelta giusta per te.
L’Allergologia e Immunologia clinica è la branca della medicina che si occupa della diagnosi, del trattamento e della prevenzione delle malattie allergiche, immunologiche e immunomediate. Si tratta di una disciplina trasversale, che integra competenze cliniche, laboratoristiche e di ricerca e che collabora con numerosi ambiti della medicina, dalla pneumologia alla dermatologia, fino alla reumatologia e all’infettivologia.
Lo specialista in Allergologia e Immunologia clinica svolge un ruolo centrale nella gestione di pazienti affetti da allergie respiratorie, alimentari e farmacologiche, orticaria, asma allergico, immunodeficienze primitive, malattie autoimmuni e patologie da disfunzione del sistema immunitario. Si occupa, ad esempio, dell’esecuzione e interpretazione di test allergologici, della prescrizione di immunoterapie specifiche e farmaci biologici, della gestione delle reazioni anafilattiche e del monitoraggio delle patologie immunologiche croniche.
L’attività integra competenze cliniche, diagnostiche e immunologiche: dalla valutazione ambulatoriale del paziente all’interpretazione degli esami di laboratorio, fino alla gestione terapeutica personalizzata. Negli ultimi anni, il ruolo dello specialista è diventato sempre più rilevante grazie all’aumento delle malattie allergiche nella popolazione, allo sviluppo delle terapie biologiche e ai progressi dell’immunologia applicata alla medicina.
Lo specialista lavora in contesti diversi: ospedali, ambulatori specialistici, università, IRCCS, laboratori di immunologia e centri di ricerca. Collabora frequentemente con pneumologi, dermatologi, pediatri, reumatologi, internisti e altri specialisti coinvolti nella gestione multidisciplinare del paziente immunologico e allergologico.
L’attività è prevalentemente clinica e ambulatoriale, ma comprende anche aspetti di diagnostica avanzata, ricerca e gestione terapeutica delle patologie croniche immunomediate. È una specializzazione dinamica, in continua evoluzione, che richiede aggiornamento costante e capacità di integrare innovazione terapeutica e approccio multidisciplinare.
In questa guida scoprirai come è organizzata la Scuola di Specializzazione in Allergologia e Immunologia clinica, quali competenze sviluppa lo specializzando, quali attività professionalizzanti sono previste e quali prospettive professionali offre questa specializzazione.
Troverai inoltre informazioni aggiornate su durata, sedi, posti disponibili, piano di studi, rete formativa e attività professionalizzanti della scuola.
Infine, potrai consultare opinioni e testimonianze e scoprire quali sono le migliori Scuole di Specializzazione in Allergologia e Immunologia clinica in Italia.
Continua a leggere la guida completa alla Specializzazione in Allergologia e Immunologia clinica di Secret SSM.
Specializzazione in Allergologia
Il giovane medico che aspira a specializzarsi in Allergologia e Immunologia clinica deve acquisire 240 CFU.
La frequenza è obbligatoria. L’impegno orario è pari a 38 ore settimanali.
Lo specializzando ha diritto ad assenze, malattia e maternità.
Dopo aver superato la prova dell’ultimo anno di corso, lo specializzando deve sostenere la prova finale, che consiste nella discussione della tesi di specializzazione. L’argomento di tesi è proposto dallo specializzando in uno dei settori scientifici disciplinari inclusi nel Regolamento Didattico e prevede la guida di un relatore. La prova è valutata in centodecimi.
Durata della Specializzazione in Allergologia e Immunologia clinica
Quanto dura la Specializzazione in Allergologia? La durata della Specializzazione in Allergologia e Immunologia clinica è di quattro anni.
Posti Specializzazione in Allergologia e Immunologia clinica
Il numero di posti per la specializzazione in Allergologia è:
- 2025, 79 contratti statali, 7 regionali, 1 riservato a esigenze del SSN;
- 2024, 43 contratti statali, 5 regionali, 1 coperto con fondi di altri enti pubblici e privati, 1 riservato a esigenze del SSN;
È difficile entrare alla Scuola di Specializzazione in Allergologia? Secondo i dati forniti da Anaao, nel 2025 non è stato assegnato un solo contratto sugli 87 disponibili, l’1% di quelli banditi.
Consulta la nostra analisi statistica sulle assegnazioni 2025 per avere tutti i dati di cui hai bisogno per scegliere la tua scuola.
Scuola di Specializzazione in Allergologia e Immunologia clinica: sedi
Dove specializzarsi in Allergologia? Nel 2025 le Scuole di Specializzazione in Allergologia e Immunologia clinica in Italia sono state 25:
- Bari, 4 posti totali
- Bologna, 4 posti totali
- Brescia, 3 posti totali
- Cagliari, 5 posti totali
- Chieti-Pescara, 2 posti totali
- Cattolica del Sacro Cuore, 3 posti totali
- Firenze, 3 posti totali
- Foggia, 3 posti totali
- Humanitas University, 3 posti totali
- L’Aquila, 3 posti totali
- Messina, 4 posti totali più un posto riservato al SSN
- Milano, 7 posti totali
- Modena e Reggio Emilia, 2 posti totali
- Napoli Federico II, 5 posti totali
- Padova, 5 posti totali
- Parma, 3 posti totali
- Pavia, 1 posto totale
- Pisa, 3 posti totali
- Politecnica delle Marche, 3 posti totali
- Roma “La Sapienza” Fac. M-O/F-M, 3 posti totali
- San Raffaele Milano, 3 posti totali
- Torino, 5 posti totali
- Trieste, 2 posti totali
- “Campus Bio-Medico” di Roma, 5 posti totali
- Verona, 5 posti totali
Allergologia e Immunologia clinica: didattica
La Scuola di Specializzazione in Allergologia e Immunologia clinica è regolamentata dal Decreto Interministeriale 4 febbraio 2015, n. 68. Il percorso mira a formare specialisti autonomi nella prevenzione, diagnosi, terapia e monitoraggio delle malattie immuno-allergiche d’organo e sistemiche.
Obiettivi formativi
Gli obiettivi integrano la gestione delle emergenze internistiche e lo studio approfondito della fisiopatologia del sistema immunitario, affrontando patologie come asma, orticaria, reazioni avverse a farmaci e alimenti, connettiviti, vasculiti e immunodeficienze primitive.
Piano di studi
L’apprendimento didattico teorico e pratico è ripartito progressivamente sui 4 anni di corso:
- primo anno. Focus sulle scienze biologiche e metodologiche di base (immunologia generale, statistica, anatomia patologica) e sul tronco comune in medicina interna per l’inquadramento del paziente d’urgenza;
- secondo anno. Approfondimento delle manifestazioni cliniche d’organo, integrando ambiti specialistici progressivamente;
- terzo anno. Gestione clinica di patologie sistemiche complesse attraverso lo studio di reumatologia, ematologia, malattie dell’apparato respiratorio e infettivologia;
- quarto anno. Completamento della formazione professionale con terapie biologiche avanzate, immunologia e allergologia pediatrica, dermatologia, attività di ricerca e preparazione della tesi.
Attività formative
I medici in formazione svolgono i propri tirocini all’interno di ampie reti ospedaliere d’ateneo (quali l’ASST Spedali Civili a Brescia, l’Ospedale Mauriziano a Torino e l’IRCCS San Raffaele a Milano). Lo specializzando deve compilare un portfolio personale (logbook) che attesti il superamento di soglie minime di attività, tra cui, all’incirca:
- almeno 300 valutazioni sierologiche/immunologiche
- 100 caratterizzazioni fenotipiche cellulari
- 30 valutazioni di diagnostica microscopica
- 200 prove allergologiche in vivo (prick/patch test)
- la gestione clinica di almeno 400 pazienti.
Attività di ricerca
La formazione promuove l’applicazione della statistica e dell’epidemiologia clinica per lo sviluppo del senso critico scientifico. È richiesta la partecipazione diretta ad almeno due sperimentazioni cliniche controllate secondo gli standard di Good Clinical Practice (GCP).
Gli specializzandi usufruiscono di laboratori dipartimentali ad alta tecnologia (quali i laboratori di scienze omiche o di imaging sperimentale) e contribuiscono attivamente alla produzione scientifica tramite pubblicazioni su riviste indicizzate e presentazioni ai principali congressi nazionali e internazionali di settore (SIAAIC, AIITO, SIR, EAACI).
Specializzazione in Allergologia: opinioni
La specializzazione in Allergologia e Immunologia clinica è percepita complessivamente come una branca estremamente attraente.
Tuttavia, emergono pareri contrastanti e specifiche sfide legate soprattutto al contesto lavorativo italiano.
Pro
- Buona qualità della vita: è il vantaggio più citato in assoluto. Essendo una branca prevalentemente ambulatoriale, le guardie notturne e i turni festivi sono rari o quasi inesistenti, garantendo orari d’ufficio regolari e prevedibili.
- Innovazione terapeutica: con l’avvento dei farmaci biologici e degli anticorpi monoclonali, la disciplina ha registrato un salto di qualità enorme. Trattare patologie come l’asma grave, l’orticaria cronica o le malattie autoimmuni con target molecolari rende il lavoro clinico stimolante e altamente efficace.
- Profondo rapporto medico-paziente nel cronico: chi sceglie questa scuola apprezza la possibilità di “camminare insieme al paziente” nel corso degli anni. Molti pazienti, specialmente in ambito allergologico, sono giovani e complessivamente sani; vederli migliorare radicalmente grazie alle terapie di desensibilizzazione o biologiche offre una grandissima gratificazione professionale.
- Forte connubio tra clinica e ricerca: l’immunologia è una delle scienze mediche a più rapida evoluzione. Gli specializzandi apprezzano le ampie possibilità di fare ricerca di laboratorio e traslazionale e di accedere a percorsi di formazione all’estero (es. fellowship europee o scambi in prestigiosi laboratori internazionali).
- Opportunità nel settore privato: la domanda di prestazioni allergologiche è in costante aumento. Lo specialista può facilmente avviare un’attività libero-professionale privata e ambulatoriale molto remunerativa, proteggendosi dal sovraccarico e dal burnout tipici della medicina generale.
Contro
- Rischio di internizzazione nel SSN: è la preoccupazione principale degli specializzandi italiani. Poiché i posti dedicati specificamente agli allergologi negli ospedali pubblici sono numericamente limitati, molti specialisti – sfruttando l’equipollenza con la Medicina Interna – finiscono per vincere concorsi e lavorare nei reparti di Medicina interna o nei Pronti Soccorso. Questo significa rinunciare alla vita ambulatoriale per tornare ai ritmi stressanti e ai turni di notte dei reparti di degenza.
- Profonda eterogeneità tra le sedi formative: esiste una forte discrepanza tra i vari atenei italiani. Alcune scuole offrono una formazione quasi esclusivamente incentrata sull’allergologia clinica (test cutanei, riniti, asma), trascurando l’immunologia solida; altre sono invece focalizzate quasi del tutto sull’immunoreumatologia o sulle immunodeficienze di reparto. Spesso la ricerca traslazionale in Italia viene sacrificata a favore dei soli compiti assistenziali a causa della carenza di personale.
- Dicotomia tra Allergologia e Immunologia nel privato: mentre l’allergologia pura si presta benissimo all’attività privata, l’immunologia clinica (connettiviti, vasculiti, immunodeficienze primitive) richiede un setting prevalentemente ospedaliero e multidisciplinare. Gestire privatamente un paziente immunologico complesso, senza il supporto di esami di laboratorio avanzati e terapie somministrate in regime di Day Hospital, risulta estremamente difficile.
- Assenza di attività procedurale o interventistica: per chi ama la chirurgia o la gestualità tecnica pesante, l’allergologia può risultare ripetitiva e priva di stimoli manuali. L’attività pratica si limita principalmente all’esecuzione di prick test, patch test, spirometrie e alla gestione di test di provocazione.
- Barriere burocratiche e limiti prescrittivi: molte delle terapie biologiche più innovative ed efficaci (piani terapeutici) possono essere prescritte e dispensate esclusivamente tramite strutture del sistema sanitario pubblico, limitando in parte l’autonomia prescrittiva dello specialista che decide di operare esclusivamente nel settore privato.
Punteggio minimo Specializzazione in Allergologia
Nel 2025 il punteggio minimo per accedere alla Scuola di Specializzazione in Allergologia e Immunologia clinica, alla prima assegnazione è risultato compreso tra:
- 108,25 punti a Trieste, 1.832° posto
- 70 punti a L’Aquila, 11.621° posto
Per tutti i punteggi SSM di Allergologia e delle altre scuole, clicca su punteggi minimi SSM 2025.
Migliori Scuole di Specializzazione in Allergologia e Immunologia clinica
Ogni anno i medici specializzandi devono rispondere al questionario sulla valutazione delle Scuole di Specializzazione.
L’Associazione Liberi Specializzandi – Fattore 2a ha elaborato le risposte del 2023 per il 2022. In base a questa elaborazione il punteggio medio di soddisfazione degli specializzandi in Allergologia è di 6,54 punti.
Le migliori Scuole di Allergologia e Immunologia clinica sono:
- Politecnica delle Marche
- Firenze
- Milano
- Cattolica del Sacro Cuore
Cosa fa lo specialista in Allergologia e Immunologia clinica
Il medico specializzato in Allergologia e Immunologia clinica si occupa della diagnosi, del trattamento e del monitoraggio delle malattie causate da alterazioni del sistema immunitario. La sua attività riguarda sia le patologie allergiche, sempre più diffuse nella popolazione, sia le malattie immunologiche più complesse, che comprendono immunodeficienze, malattie autoimmuni e condizioni infiammatorie croniche.
Si tratta di una figura trasversale, che lavora a stretto contatto con numerose altre specialità mediche e che combina attività clinica, diagnostica e terapeutica. Lo specialista segue pazienti di tutte le età, dai bambini con allergie alimentari o dermatite atopica agli adulti con asma severo, orticaria cronica o malattie immunologiche sistemiche.
Una delle principali aree di attività è l’allergologia respiratoria. In questo ambito lo specialista si occupa di patologie come rinite allergica, congiuntivite allergica e asma bronchiale allergico. Il lavoro comprende la raccolta della storia clinica, l’esecuzione e l’interpretazione di test allergologici, come prick test e dosaggi delle IgE specifiche, e l’impostazione della terapia farmacologica o immunoterapica. Negli ultimi anni, la gestione dell’asma grave e delle forme allergiche severe si è evoluta grazie all’introduzione dei farmaci biologici, che rappresentano uno dei settori più innovativi della specialità.
Un altro ambito molto importante è quello delle allergie alimentari, in costante aumento soprattutto in età pediatrica. Lo specialista valuta reazioni a latte, uova, frutta secca, crostacei e molti altri alimenti, distinguendo le vere allergie da intolleranze o sensibilizzazioni non clinicamente rilevanti. Si occupa inoltre della prevenzione e della gestione delle reazioni anafilattiche, educando il paziente all’utilizzo dell’adrenalina autoiniettabile e al riconoscimento dei sintomi di emergenza.
L’allergologia farmacologica rappresenta un’altra area specialistica rilevante. Il medico allergologo studia le reazioni avverse ai farmaci, in particolare antibiotici, antinfiammatori e mezzi di contrasto, valutando se si tratti di vere allergie immunomediate oppure di effetti collaterali non allergici. Questo settore ha un impatto molto importante nella pratica clinica, perché permette di evitare esclusioni inappropriate di farmaci utili e di garantire terapie sicure ai pazienti.
Lo specialista può inoltre dedicarsi all’allergologia professionale, che si occupa delle malattie allergiche correlate all’ambiente di lavoro, come asma occupazionale, dermatiti da contatto o sensibilizzazioni a sostanze chimiche e biologiche. In questi casi collabora spesso con medici del lavoro e pneumologi.
Accanto alla componente allergologica, la specializzazione comprende l’immunologia clinica, un settore molto ampio che si occupa delle alterazioni del sistema immunitario. Una parte importante riguarda le immunodeficienze primitive e secondarie, condizioni in cui il sistema immunitario non funziona correttamente e il paziente sviluppa infezioni ricorrenti o particolarmente severe. Lo specialista si occupa della diagnosi, del monitoraggio e delle terapie sostitutive, spesso in collaborazione con infettivologi e pediatri.
Un’altra area dell’immunologia clinica riguarda le malattie autoimmuni e autoinfiammatorie. Lo specialista può seguire pazienti con lupus, vasculiti, sindrome di Sjögren, orticaria autoimmune e numerose altre condizioni in cui il sistema immunitario attacca erroneamente l’organismo. In questo contesto collabora frequentemente con reumatologi, dermatologi, gastroenterologi e neurologi, contribuendo soprattutto all’inquadramento immunologico e alla gestione delle terapie immunomodulanti.
Negli ultimi anni si è sviluppato molto anche il settore dell’immunoterapia e delle terapie biologiche. Lo specialista in Allergologia e Immunologia clinica utilizza farmaci innovativi diretti contro specifici meccanismi immunologici, impiegati non solo nell’asma severo e nell’orticaria cronica, ma anche in molte malattie infiammatorie immunomediate. Questo rende la specialità particolarmente dinamica e strettamente legata alla ricerca scientifica.
L’attività lavorativa si svolge prevalentemente in ambulatorio e in day hospital, ma può includere anche attività di consulenza ospedaliera, gestione di urgenze allergologiche e lavoro nei laboratori di immunologia. Alcuni specialisti scelgono un percorso maggiormente orientato alla ricerca clinica e traslazionale, occupandosi dello studio dei meccanismi immunitari, dello sviluppo di nuove terapie e della medicina personalizzata.
Stipendio Specializzazione in Allergologia e Immunologia clinica
Quanto guadagna uno specializzando in Allergologia? Fino all’anno accademico 2024/2025, lo stipendio degli specializzandi è stato uguale per tutte le scuole di specializzazione. A partire dal 2025/2026 è stato introdotto un aumento della borsa di specializzazione, con un incremento della quota fissa valido per tutte le scuole e un ulteriore aumento della quota variabile riservato ad alcune specializzazioni considerate meno attrattive, tra cui non c’è Allergologia e Immunologia clinica.
Quindi, attualmente, lo stipendio netto dello specializzando in Allergologia e Immunologia clinica è pari a circa:
- 650 – 1.730€ al mese nei primi due anni di specializzazione;
- 700 – 1.800€ al mese negli anni successivi, con un incremento leggero legato alla riforma.
Per le specializzazioni considerate meno attrattive è previsto un incremento aggiuntivo della borsa pari a circa 82€ netti mensili nei primi due anni e 118€ negli anni successivi, che si somma all’aumento del 5% previsto per tutti gli specializzandi.
Nel complesso, l’incremento totale può arrivare a circa 160–200€ netti mensili rispetto alla borsa precedente.
Per approfondire, leggi qual è lo stipendio di uno specializzando.
Allergologo e immunologo: stipendio
Quanto guadagna un immunologo? Lo stipendio di un medico specializzato in Allergologia e Immunologia clinica in Italia varia sensibilmente in base al contesto lavorativo. Nel Servizio Sanitario Nazionale, la retribuzione è in linea con quella degli altri dirigenti medici e cresce progressivamente con l’esperienza, attestandosi mediamente su valori compresi tra i 65.000 e i 95.000 euro lordi annui. La stabilità del pubblico si accompagna a una crescita graduale, con possibilità di incrementi grazie a incarichi e attività intramoenia.
Nel settore privato, invece, la situazione è più eterogenea. L’allergologia è una delle branche con buona spendibilità ambulatoriale, grazie all’elevata prevalenza di patologie croniche come rinite, asma e allergie alimentari, che generano follow-up continui. L’immunologia clinica, pur essendo più specialistica e spesso legata a centri ospedalieri o universitari, può offrire ulteriori opportunità in ambito di ricerca e consulenze avanzate.
Nel privato, quindi, i guadagni possono variare molto: da attività più contenute a redditi significativamente più elevati per chi riesce a costruire un bacino stabile di pazienti o a lavorare in strutture altamente specializzate. In generale, l’allergologia tende a garantire più facilmente un’attività privata autonoma, mentre l’immunologia clinica risulta più spesso integrata con il lavoro ospedaliero e la ricerca.
Sbocchi lavorativi
I principali sbocchi lavorativi per un medico specializzato in Allergologia e Immunologia clinica riguardano soprattutto i contesti in cui è richiesta una gestione continuativa di pazienti con patologie croniche del sistema immunitario, ma anche attività più orientate alla diagnostica avanzata e alla ricerca.
Uno degli sbocchi più frequenti è il Servizio Sanitario Nazionale, dove lo specialista lavora in reparti ospedalieri, ambulatori specialistici o servizi di allergologia e immunologia clinica. In questo contesto l’attività è strutturata e spesso integrata con altre discipline internistiche: lo specialista contribuisce alla gestione di pazienti complessi, alle consulenze intraospedaliere e alla presa in carico di patologie croniche immunomediate. In molti casi il lavoro si svolge all’interno di unità multidisciplinari dedicate ad asma severo, immunodeficienze o malattie autoimmuni.
Un secondo sbocco molto rilevante è il settore ambulatoriale specialistico, sia pubblico che privato accreditato. Qui l’allergologo ha un ruolo centrale nella gestione delle patologie più diffuse, come rinite allergica, asma, orticaria e allergie alimentari o farmacologiche. Questo ambito rappresenta spesso il principale spazio di attività extra-ospedaliera e può costituire anche la base per un’eventuale crescita nel privato puro.
Nel settore privato libero-professionale, l’allergologia è una delle specializzazioni con maggiore potenziale di autonomia. Lo specialista può lavorare in studi medici propri o in poliambulatori, costruendo un’attività basata su visite ripetute, test diagnostici e follow-up cronici. La domanda di prestazioni allergologiche è costante durante tutto l’anno e non fortemente legata all’urgenza, il che favorisce la stabilità dell’attività privata.
Un altro ambito importante è quello dei centri di ricerca, università e IRCCS. In questo contesto lo specialista si occupa di attività clinica altamente selettiva, ricerca traslazionale e studi su nuove terapie immunologiche e biologiche. È lo sbocco più naturale per chi è interessato alla carriera accademica o alla ricerca clinica avanzata, soprattutto nell’ambito delle malattie immunomediate e delle terapie innovative.
Esistono poi opportunità nel settore dell’industria farmaceutica e biotech, dove lo specialista può lavorare in ambiti come clinical research, farmacovigilanza, medical affairs e sviluppo di farmaci biologici o immunoterapici. Questo sbocco è sempre più rilevante, soprattutto per le figure con competenze in immunologia clinica e ricerca.
Infine, una parte degli specialisti può operare in laboratori di immunologia diagnostica, contribuendo all’interpretazione di test avanzati del sistema immunitario e alla gestione di percorsi diagnostici complessi, spesso in collaborazione con ospedali e centri specialistici.
Come prepararsi al concorso SSM
Superare il test SSM non è difficile, dato il numero di contratti disponibili. La vera difficoltà consiste nel conseguire il punteggio sufficiente per entrare nella scuola e nella sede desiderate.
Pertanto, più alto è il punteggio ottenuto al Concorso di Specializzazione Medicina, maggiori sono le possibilità di raggiungere il proprio obiettivo.
Per aiutarti e supportarti in ogni fase di questa tappa fondamentale del tuo percorso professionale, Secret SSM ha organizzato più tipologie di corsi di preparazione al SSM, con accesso a decine di videolezioni, sia preregistrate che in diretta, 25 manuali SSM e al simulatore SSM con integrata l’AI e la modalità sfida. Inoltre, con i corsi Secret SSM hai l’opportunità di richiedere il tutoraggio ad personam.
Immagine in evidenza realizzata con Gemini