Ti interessa la Scuola di Specializzazione in Urologia? In questa guida troverai tutte le informazioni utili per orientarti nel percorso formativo e capire se è la scelta giusta per te.
L’Urologia è la disciplina che si occupa della prevenzione, diagnosi e trattamento delle patologie dell’apparato urinario maschile e femminile e dell’apparato genitale maschile. Comprende ambiti di grande rilevanza clinica come le patologie prostatiche, la calcolosi urinaria, le infezioni delle vie urinarie, l’incontinenza, le disfunzioni sessuali, le patologie andrologiche e le neoplasie urologiche (rene, vescica, prostata e testicolo). È una specialità medico-chirurgica completa, in continua evoluzione tecnologica, con un forte orientamento all’attività interventistica.
L’urologo svolge un ruolo centrale nella gestione del paziente urologico: valuta il quadro clinico, esegue e interpreta esami diagnostici e strumentali (ecografia, cistoscopia, urodinamica), imposta terapie farmacologiche e segue il paziente nel percorso chirurgico, sia open che mini-invasivo (laparoscopico e robotico). Lavora in stretta collaborazione con altre figure specialistiche — tra cui oncologi, nefrologi, radiologi e anestesisti — in un contesto multidisciplinare. L’attività si distribuisce tra reparto, ambulatorio, sala operatoria e day hospital.
In questa guida scoprirai come è organizzata la Scuola di Specializzazione in Urologia, quali competenze sviluppa lo specializzando, quali attività cliniche e professionalizzanti svolge e quali prospettive professionali offre.
Troverai inoltre informazioni aggiornate su durata, sedi, posti disponibili, piano di studi, rete formativa e attività professionalizzanti della scuola.
Infine, potrai consultare opinioni e testimonianze e scoprire quali sono le migliori Scuole di Specializzazione in Urologia in Italia.
Continua a leggere la guida completa alla Specializzazione in Urologia di Secret SSM.
Urologia: la specializzazione
Il giovane medico che aspira a specializzarsi in Urologia deve acquisire 300 CFU.
La frequenza è obbligatoria. L’impegno orario è pari a 38 ore settimanali.
Lo specializzando ha diritto ad assenze, malattia e maternità.
Dopo aver superato la prova dell’ultimo anno di corso, lo specializzando deve sostenere la prova finale, che consiste nella discussione della tesi di specializzazione. L’argomento di tesi è proposto dallo specializzando in uno dei settori scientifici disciplinari inclusi nel Regolamento Didattico e prevede la guida di un relatore. La prova è valutata in centodecimi.
Quanto dura la Specializzazione in Urologia
La durata della Specializzazione in Urologia è di cinque anni.
Specializzazione in Urologia: posti
Il numero di posti per la specializzazione in Urologia è:
- 2025, 264 contratti statali, 9 regionali, 2 altri enti pubblici e privati, 1 riservato a esigenze del SSN;
- 2024, 250 contratti statali, 11 regionali, 1 altri enti pubblici e privati, 8 riservati a esigenze del SSN.
Secondo i dati forniti da Anaao, nel 2025 su 276 contratti banditi non ne sono stati assegnati 18, il 7%.
Consulta la nostra analisi statistica sulle assegnazioni 2025 per avere tutti i dati di cui hai bisogno per scegliere la tua scuola.
Dove specializzarsi in Urologia
Nel 2025 le Scuole di Specializzazione in Urologia in Italia sono state 31.
- Bari, 11 posti totali
- Bologna, 14 posti totali
- Brescia, 8 posti totali
- Catania, 6 posti totali
- Catanzaro, 7 posti totali
- Cattolica del Sacro Cuore, 10 posti totali
- Firenze, 12 posti totali
- Foggia, 9 posti totali
- Genova, 7 posti totali
- Humanitas University, 5 posti totali
- Insubria, 4 posti totali
- L’Aquila, 3 posti totali
- Messina, 5 posti totali
- Milano, 14 posti totali
- Modena e Reggio Emilia, 16 posti totali
- Napoli Federico II, 11 posti totali
- Padova, 14 posti totali
- Palermo, 7 posti totali più uno riservato a esigenze del SSN
- Perugia, 7 posti totali
- Piemonte Orientale, 5 posti totali
- Pisa, 6 posti totali
- Politecnica delle Marche, 10 posti totali
- Roma “La Sapienza” Fac. M-O/F-M, 11 posti totali
- Roma “Tor Vergata”, 7 posti totali
- Raffaele Milano, 7 posti totali
- Sassari, 5 posti totali
- Torino, 20 posti totali più uno riservato a esigenze del SSN
- Trieste, 8 posti totali
- UniCamillus, 2 posti totali
- “Campus Bio-Medico” di Roma, 5 posti totali
- Verona, 19 posti totali
Piano di Studi della Specializzazione in Urologia
Il percorso formativo del medico specialista in Urologia in Italia rappresenta un iter complesso e strutturato nell’arco di cinque anni.
Programma
Analizzando l’architettura didattica, emerge chiaramente come il piano di studi ha una complessità crescente anno dopo anno. Il primo anno funge da cerniera tra la laurea e la specializzazione: è dedicato al consolidamento delle basi, con un focus massiccio sulla Chirurgia Generale e sull’Anatomia Chirurgica.
Superata questa fase propedeutica, il biennio centrale (secondo e terzo anno) immerge lo specializzando nella clinica urologica vera e propria. È il momento in cui si acquisisce l’autonomia diagnostica: lo specializzando impara a padroneggiare l’ecografia, l’urodinamica e l’endoscopia, strumenti essenziali per diagnosticare le patologie più comuni come l’ipertrofia prostatica o la calcolosi.
Infine, l’ultimo biennio (quarto e quinto anno) rappresenta la fase della maturità chirurgica, dove il focus si sposta decisamente sulla sala operatoria e sull’apprendimento delle tecniche di “Media” e “Alta” chirurgia, nonché sull’utilizzo delle tecnologie più avanzate.
Eccellenze e specificità
Sebbene l’ossatura normativa sia identica per tutti, ogni Ateneo declina la formazione con una propria vocazione specifica.
L’Università degli Studi di Milano (UNIMI) si distingue per il suo modello “Hub & Spoke”: la scuola non è confinata in un solo ospedale, ma si estende su una rete vastissima che include giganti dell’oncologia come lo IEO e l’Istituto Nazionale dei Tumori, garantendo volumi assistenziali imponenti.
Diametralmente opposto, ma altrettanto efficace, è il modello del La Sapienza di Roma, che punta sul rigore accademico e sulla multidisciplinarietà, strutturando l’apprendimento attraverso una netta distinzione tra il sapere teorico e il “saper fare pratico”, con un forte accento sulla discussione collegiale dei casi oncologici.
Per chi guarda all’innovazione tecnologica, l’Università di Sassari (UNISS) e l’Humanitas University (Hunimed) rappresentano punte di diamante. Sassari offre l’accesso a tecnologie rare come il robot Da Vinci Single Port e sistemi di imaging avanzato, mentre Humanitas combina la tecnologia con una forte spinta all’internazionalizzazione, offrendo un centro di simulazione accessibile 24 ore su 24 e incoraggiando fellowship in centri statunitensi di prestigio.
Anche l’Università di Verona (UNIVR) conferma la sua storica eccellenza nella chirurgia robotica e funzionale, mentre Brescia (UNIBS) sfrutta una rete interateneo che massimizza le risorse della Lombardia orientale, mantenendo una solida tradizione nella chirurgia “open”.
Infine, realtà come l’Università di Bologna (UNIBO) mantengono un perfetto equilibrio tra assistenza e ricerca, richiedendo tesi sperimentali di alto profilo, mentre UniCamillus propone un modello peculiare con sede principale ad Abano Terme, focalizzato sull’urologia funzionale in un contesto privato convenzionato.
Competenze
Il conseguimento del titolo non è automatico, ma subordinato alla certificazione dell’attività pratica. I numeri richiesti sono impegnativi: lo specializzando deve aver partecipato a oltre 500 procedure diagnostiche e a centinaia di interventi chirurgici.
La sfida maggiore risiede nella chirurgia maggiore: è richiesto di eseguire come primo operatore almeno il 10% degli interventi di “Alta Chirurgia” (come prostatectomie o nefrectomie) e percentuali superiori per la “Media” (20%) e “Piccola” chirurgia (30%). Questo garantisce che il neo-specialista non sia solo un teorico, ma un chirurgo capace di operare in autonomia e sicurezza.
Specializzazione Urologia: opinioni
Ecco l’elenco dei pro e dei contro relativi alla Scuola di Specializzazione in Urologia.
Punti di forza
- Varietà clinica e chirurgica: la disciplina è estremamente vasta e stimolante. Spazia da interventi mininvasivi (come le litotrissie per i calcoli) alla grande chirurgia oncologica (prostata, reni, vescica), includendo anche la gestione di patologie femminili (pavimento pelvico) e l’andrologia. Questo mix previene la noia professionale.
- Eccellenti prospettive economiche nel privato: è una delle specializzazioni con le migliori opportunità di guadagno extra-ospedaliero. La possibilità di esercitare la libera professione (andrologia, diagnostica ambulatoriale) offre un potenziale economico superiore a molte altre branche, compensando i sacrifici della formazione.
- Innovazione tecnologica: l’Urologia è pioniera nell’uso della tecnologia. La presenza di sistemi robotici (come il Da Vinci) nei grandi centri rappresenta un forte fattore di attrattività per chi è affascinato dall’innovazione chirurgica.
- Gratificazione professionale: a differenza di altre discipline con alta cronicità, l’urologia è spesso “risolutiva”. I pazienti trattati (ad esempio per coliche o tumori localizzati) tendono a guarire, garantendo un feedback positivo e un rapporto gratificante medico-paziente.
Criticità
- Carico di lavoro e Work-Life balance: gli orari possono essere pesanti e i turni di reperibilità per le urgenze (torsioni, traumi, ritenzioni acute) possono risultare brutali, impattando sulla qualità della vita.
- Ambiente competitivo: Specialmente nelle scuole più prestigiose e nei centri universitari di eccellenza, si segnala spesso un clima interno molto competitivo e gerarchico, che può rendere l’ambiente di lavoro stressante per lo specializzando.
- Conflitti di competenza: alcuni ambiti, come l’andrologia, soffrono della sovrapposizione con altre figure specialistiche (es. endocrinologi), creando potenziali conflitti nella gestione del paziente.
- Il paradosso della robotica: ebbene la robotica sia un pro, per lo specializzando può diventare un contro. Infatti, l’apprendimento della chirurgia robotica richiede molto tempo al simulatore e spesso riduce le opportunità di operare manualmente come primo operatore rispetto alla chirurgia tradizionale.
Punteggio minimo Specializzazione in Urologia
Nel 2025 il punteggio minimo per accedere alla Scuola di Specializzazione in Urologia, alla prima assegnazione è risultato compreso tra:
- 104,25 punti a Palermo, 2.566° posto
- 11 punti a Perugia, 15.863° posto
Per tutti i punteggi SSM di Urologia e delle altre scuole, clicca su punteggi minimi SSM 2025.
Migliori Scuole di Specializzazione in Urologia
Ogni anno i medici specializzandi devono rispondere al questionario sulla valutazione delle Scuole di Specializzazione.
L’Associazione Liberi Specializzandi – Fattore 2a ha elaborato le risposte del 2023 per il 2022. In base a questa elaborazione il punteggio medio di soddisfazione degli specializzandi in Urologia è di 6,47 punti.
Le migliori Scuole di Urologia sono:
- Chieti e Pescara
- Foggia
- Milano Vita-Salute San Raffaele
- Humanitas University
Cosa fa l’urologo
L’urologo è il medico specialista che si occupa della prevenzione, diagnosi e trattamento delle patologie dell’apparato urinario maschile e femminile e dell’apparato genitale maschile. La sua attività comprende sia l’ambito clinico sia quello chirurgico, rendendo l’Urologia una specialità medico-chirurgica completa, con un ruolo centrale nella gestione di patologie molto diffuse e di grande impatto sulla qualità di vita dei pazienti.
Tra le principali aree di intervento rientrano le malattie della prostata, come l’ipertrofia prostatica benigna e il carcinoma prostatico, le patologie renali e delle vie urinarie, la calcolosi urinaria, le infezioni urinarie ricorrenti, i disturbi della minzione e l’incontinenza urinaria. L’urologo si occupa inoltre delle neoplasie urologiche (rene, vescica, prostata, testicolo e pene), seguendo il paziente lungo tutto il percorso diagnostico-terapeutico, dalla diagnosi al trattamento chirurgico e al follow-up.
All’interno della disciplina esistono diverse aree di specializzazione. L’urologia oncologica è una delle più rilevanti e si concentra sulla diagnosi e sul trattamento dei tumori urologici, spesso con un forte impiego di tecniche chirurgiche avanzate, come la chirurgia mini-invasiva laparoscopica e robot-assistita. L’urologia funzionale e l’urodinamica si occupano invece dei disturbi della minzione, dell’incontinenza urinaria e delle disfunzioni del pavimento pelvico, ambiti che richiedono un approccio integrato e multidisciplinare.
Un altro settore importante è l’andrologia, che riguarda le patologie dell’apparato genitale maschile, le disfunzioni sessuali, l’infertilità maschile e le alterazioni ormonali. A questa si affianca l’urologia pediatrica, focalizzata sulle malformazioni congenite e sulle patologie urologiche dell’età infantile.
La nefrolitiasi e l’endourologia rappresentano ulteriori ambiti di specializzazione, dedicati al trattamento della calcolosi urinaria e delle patologie delle vie urinarie mediante tecniche endoscopiche sempre meno invasive.
L’attività dell’urologo si svolge tra ambulatorio, reparto, day hospital e sala operatoria, in stretta collaborazione con altre figure specialistiche come nefrologi, oncologi, radiologi e anestesisti. Questa varietà di contesti e di competenze rende l’Urologia una specialità dinamica, tecnologicamente avanzata e caratterizzata da un ampio ventaglio di sbocchi professionali.
Specializzando in Urologia: stipendio
Quanto guadagna uno specializzando in Urologia? Lo stipendio degli specializzandi è uguale, indipendentemente dalla scuola frequentata, almeno fino al 2024/25. Infatti, dal 2025/26 per le 20 scuole meno attrattive è previsto un aumento maggiore rispetto a quello previsto per tutte le altre scuole.
Per approfondire, leggi qual è lo stipendio di uno specializzando.
Quindi, al momento, lo stipendio netto dello specializzando in Medicina è pari a:
- 1.652,29 euro al mese per i primi due anni di specializzazione;
- 1.718,35 euro al mese per gli anni successivi.
Quanto guadagna un urologo
In Italia la retribuzione di un urologo varia in modo significativo a seconda che l’attività venga svolta nel settore pubblico o nel privato:
- nel Servizio Sanitario Nazionale, l’urologo assunto come dirigente medico percepisce uno stipendio annuo lordo che, in media, si colloca tra 70.000 e 100.000 euro, in funzione dell’anzianità di servizio, degli incarichi ricoperti e delle indennità contrattuali. Questo corrisponde a una retribuzione mensile lorda di circa 5.000–7.500 euro, che si traduce in un netto mensile indicativo compreso tra 3.500 e 5.000 euro. Si tratta di una remunerazione stabile e regolata dal contratto nazionale;
- nel settore privato, invece, i guadagni sono molto più variabili e dipendono dal tipo di attività svolta (dipendente, libero professionista, titolare di studio), dal volume di pazienti e dal grado di specializzazione. Un urologo con attività privata consolidata può raggiungere e superare 120.000–200.000 euro lordi annui, con una media mensile lorda che può oscillare tra 10.000 e 16.000 euro o più. Il netto mensile, al netto di tasse, contributi e spese professionali, si colloca indicativamente tra 6.000 e oltre 10.000 euro, con possibilità di ulteriori incrementi nei casi di alta specializzazione chirurgica o forte domanda sul territorio. Questa maggiore potenzialità economica è però accompagnata da una minore stabilità e da un’esposizione diretta ai costi e ai rischi dell’attività professionale.
Sbocchi lavorativi
Un medico specializzato in Urologia ha a disposizione diversi sbocchi professionali, grazie alla natura clinico-chirurgica e multidisciplinare della specialità.
Il percorso più comune porta a lavorare nel settore pubblico, principalmente in ospedali e cliniche universitarie, dove lo specialista può svolgere attività in reparto, ambulatorio, day hospital e sala operatoria. Qui può essere impegnato sia in attività clinica di routine, come la gestione delle patologie urologiche più comuni, sia in interventi chirurgici complessi, incluse procedure mini-invasive e robot-assistite. Nei centri universitari può anche affiancare l’attività clinica con insegnamento e ricerca scientifica.
Nel privato, le possibilità spaziano dal lavoro in cliniche e ospedali privati alla libera professione in studi propri o in regime intramoenia presso strutture pubbliche. L’attività privata permette di concentrarsi su particolari ambiti dell’Urologia, come l’oncologia urologica, la chirurgia mini-invasiva, l’andrologia o l’urologia pediatrica, adattando la pratica alle competenze specifiche e alla domanda di mercato.
Altri sbocchi includono la ricerca clinica e sperimentale, la partecipazione a studi multicentrici e trial farmacologici, e attività di consulenza per aziende biomedicali o tecnologiche specializzate in dispositivi urologici. Infine, alcuni urologi si dedicano a formazione e divulgazione medica, sia per operatori sanitari sia per il pubblico, o a incarichi di coordinamento e management in strutture ospedaliere.
Come prepararsi al concorso SSM
Superare il test SSM non è difficile, dato il numero di contratti disponibili. La vera difficoltà consiste nel conseguire il punteggio sufficiente per entrare nella scuola e nella sede desiderate.
Pertanto, più alto è il punteggio ottenuto al Concorso di Specializzazione Medicina, maggiori sono le possibilità di raggiungere il proprio obiettivo.
Per aiutarti e supportarti in ogni fase di questa tappa fondamentale del tuo percorso professionale, Secret SSM ha organizzato più tipologie di corsi di preparazione al SSM, con accesso a decine di videolezioni, sia preregistrate che in diretta, 25 manuali SSM e al simulatore SSM con integrata l’AI e la modalità sfida. Inoltre, con i corsi Secret SSM hai l’opportunità di richiedere il tutoraggio ad personam.
Immagine in evidenza realizzata con Gemini