Ti interessa la Scuola di Specializzazione in Radioterapia? In questa guida trovi tutte le informazioni utili per orientarti nel percorso formativo.
La Radioterapia è la disciplina medica che utilizza le radiazioni ionizzanti per il trattamento dei tumori, con l’obiettivo di distruggere le cellule neoplastiche preservando il più possibile i tessuti sani.
Lo specialista in Radioterapia svolge un ruolo chiave nel percorso terapeutico del paziente oncologico, collaborando con oncologi medici, chirurghi e fisici sanitari per definire e attuare piani di trattamento personalizzati. Oltre alla gestione clinica dei pazienti, partecipa alla programmazione delle dosi di radiazioni, al controllo della qualità e all’aggiornamento continuo sulle tecnologie e i protocolli più innovativi.
In questa guida scoprirai in cosa consiste la specializzazione in Radioterapia, quali sono le principali attività dello specializzando e quali prospettive professionali si aprono al termine del percorso. Troverai anche informazioni aggiornate su durata, sedi, numero di posti disponibili e piano di studi della Scuola di Specializzazione in Radioterapia.
Infine, potrai leggere le opinioni degli specializzandi e scoprire quali sono le migliori Scuole di Radioterapia in Italia.
Leggi la guida completa alla Specializzazione in Radioterapia di Secret SSM.
Radioterapia: la specializzazione
Il giovane medico che aspira a specializzarsi in Radioterapia deve acquisire 240 CFU.
La frequenza è obbligatoria. L’impegno orario è pari a 38 ore settimanali.
Lo specializzando ha diritto ad assenze, malattia e maternità.
Dopo aver superato la prova dell’ultimo anno di corso, lo specializzando deve sostenere la prova finale, che consiste nella discussione della tesi di specializzazione. L’argomento di tesi è proposto dallo specializzando in uno dei settori scientifici disciplinari inclusi nel Regolamento Didattico e prevede la guida di un relatore. La prova è valutata in centodecimi.
Quanto dura la Specializzazione in Radioterapia
La durata della Specializzazione in Radioterapia è di quattro anni.
Radioterapia: posti
Il numero di posti per la specializzazione in Radioterapia è:
- 2025, 139 contratti statali, 1 regionale, 1 riservato a esigenze del SSN.
- 2024, 166 contratti statali, 4 regionali, 1 riservato a esigenze del SSN.
Secondo i dati forniti da Anaao, nel 2025 su 141 contratti totali banditi non ne sono stati assegnati 92, il 65%. Dati questi numeri, è chiaro come la Scuola di Radioterapia sia tra le meno attrattive.
Consulta la nostra analisi statistica sulle assegnazioni 2025 per avere tutti i dati di cui hai bisogno per scegliere la tua scuola.
Dove specializzarsi in Radioterapia
Nel 2025 le Scuole di Specializzazione di Radioterapia in Italia sono state 26.
- Bologna, 8 posti totali
- Brescia, 5 posti totali
- Campania “L. Vanvitelli”, 7 posti totali
- Cattolica del Sacro Cuore, 6 posti totali
- Firenze, 7 posti totali
- Foggia, 5 posti totali
- Genova, 5 posti totali
- Humanitas University, 5 posti totali
- L’Aquila, 4 posti totali
- LUM “Giuseppe Degennaro”, 3 posti totali
- Messina, 6 posti totali più uno riservato per esigenze del SSN
- Milano, 9 posti totali
- Milano-Bicocca, 9 posti totali
- Modena e Reggio Emilia, 4 posti totali
- Napoli Federico II, 8 posti totali
- Padova, 9 posti totali
- Pavia, 3 posti totali
- Perugia, 3 posti totali
- Piemonte Orientale, 4 posti totali
- Pisa, 4 posti totali
- Roma “La Sapienza” – Fac. M-O/F-M, 6 posti totali
- Roma “La Sapienza” – Fac. M-P, 4 posti totali
- Roma “Tor Vergata”, 3 posti totali
- Siena, 2 posti totali
- Torino, 7 posti totali
- “Campus Bio-Medico” di Roma, 4 posti totali
Piano di studi della Specializzazione in Radioterapia
La Scuola di Specializzazione in Radioterapia è un percorso post-laurea appartenente all’Area dei Servizi Clinici, che forma medici esperti nella gestione clinica e tecnica dei pazienti oncologici sottoposti a trattamenti con radiazioni ionizzanti.
Il profilo professionale e gli obiettivi formativi sono standardizzati a livello nazionale (DM 68/2015) e identici per tutti gli atenei.
La Scuola di Radioterapia combina un impianto formativo rigorosamente standardizzato con una forte componente tecnologica e di ricerca. La scelta della sede più adatta dipende quindi non dai programmi teorici, ma dalle risorse cliniche, tecnologiche e scientifiche offerte dal singolo ateneo.
Le differenze tra le università non riguardano gli obiettivi ma l’implementazione pratica:
- la qualità della rete formativa (es. CNAO, Istituto Nazionale dei Tumori);
- la disponibilità tecnologica (RM-LINAC, Cyberknife, Protonterapia);
- le opportunità di ricerca e di mobilità internazionale (come nel caso di Hunimed o Uniroma1).
Formazione
Lo specializzando acquisisce competenze di base comuni alle scuole dell’area clinica (tronco comune) e conoscenze specifiche in radiobiologia, radioprotezione, imaging, dosimetria, pianificazione terapeutica e clinica oncologica. È prevista anche la formazione in cure palliative, comunicazione con il paziente, management sanitario e ricerca scientifica.
Il piano di studi è articolato in quattro anni:
- i primi due dedicati alle scienze di base e alla tecnologia;
- il terzo e il quarto focalizzati sulla clinica oncologica, la pianificazione dei trattamenti e le materie gestionali.
La formazione pratica è centrale: ogni specializzando deve completare 48 mesi di attività clinica suddivisi in reparti di degenza, brachiterapia e radioterapia con fasci esterni, raggiungendo una casistica minima nazionale (350 pazienti seguiti, 75 trattamenti, 50 piani di trattamento, 15 tecniche speciali, partecipazione a trial clinici, ecc.).
Ricerca
La ricerca è parte integrante del percorso: la partecipazione a sperimentazioni cliniche controllate è
obbligatoria e culmina con una tesi di specializzazione basata su un progetto scientifico originale.
Specializzazione radioterapia opinioni
Anche per la Scuola di Radioterapia le opinioni sono differenti. Ecco un elenco dei punti di forza e delle criticità più comunemente riscontrate.
Pro
- Migliore equilibrio tra vita privata e professionale rispetto ad altre specializzazioni.
- Alto contenuto tecnologico e innovativo
- Utilizzo quotidiano di apparecchiature d’avanguardia (LINAC, IMRT, VMAT, protonterapia).
- Integrazione di fisica, informatica e intelligenza artificiale nella pratica clinica.
- Percezione di appartenere alla “medicina del futuro”, in costante evoluzione.
- Rapporto umano con il paziente
- Relazione continuativa e profonda durante i cicli di trattamento.
- Esperienza professionale gratificante dal punto di vista emotivo e umano.
- Elevata occupabilità e stabilità professionale
- Carenza nazionale di radioterapisti e domanda crescente.
- Ottime prospettive di lavoro sia nel pubblico che nel privato.
- Possibilità di carriera stabile e ben retribuita senza precarietà post-specializzazione.
- Ruolo essenziale nel team oncologico
- Collaborazione diretta con oncologi, chirurghi e fisici medici.
- Contributo fondamentale alla cura multidisciplinare del paziente oncologico.
Contro
- Lavoro sedentario e ripetitivo
- Gran parte delle attività (contouring, pianificazione, revisione piani) si svolge al computer.
- Poca manualità o “azione clinica” diretta.
- Percezione di essere un “tecnico di lusso” o un medico a ruolo limitato rispetto ai fisici e agli oncologi.
- Rischio di perdita di autonomia a causa dell’automazione e dell’intelligenza artificiale.
- Carico emotivo elevato
- Esposizione costante a pazienti oncologici e terminali.
- Necessità di gestire dolore, sofferenza e lutto quotidiano, con rischio di burnout emotivo.
- Prestigio percepito basso
- Scarsa visibilità e riconoscimento, sia tra i pazienti che tra i colleghi.
- Spesso considerata una disciplina “di nicchia” o poco compresa.
- Scarsa autonomia imprenditoriale
- Dipendenza da macchinari costosi: impossibile aprire uno studio privato autonomo.
- Necessità di lavorare come dipendente in strutture pubbliche o private.
Punteggio minimo Specializzazione in Radioterapia
Nel 2025 il punteggio minimo per accedere alla Scuola di Specializzazione in Radioterapia, alla prima assegnazione è risultato compreso tra:
- 98,75 punti a Firenze, 3.836° posto
- 21,25 punti a Roma “La Sapienza” Fac. M-P, 15.799° posto
Per i punteggi completi di tutte le scuole, clicca su punteggi minimi SSM 2025.
Migliori Scuole di Specializzazione in Radioterapia
Ogni anno i medici specializzandi devono rispondere al questionario sulla valutazione delle Scuole di Specializzazione.
L’Associazione Liberi Specializzandi – Fattore 2a ha elaborato le risposte del 2023 per il 2022. In base a questa elaborazione il punteggio medio di soddisfazione degli specializzandi in Radioterapia è di 7,07 punti.
Le migliori Scuole di Radioterapia sono:
- Campania “L. Vanvitelli”
- Humanitas
- L’Aquila
- Torino
- Roma Tor Vergata
Radioterapista: cosa fa
Il radioterapista, o specialista in Radioterapia Oncologica, è il medico che si occupa del trattamento dei tumori mediante l’uso controllato delle radiazioni ionizzanti. Il suo obiettivo è colpire e distruggere le cellule tumorali, cercando di preservare il più possibile i tessuti sani circostanti.
Si tratta di una figura centrale nel percorso del paziente oncologico: il radioterapista partecipa alla definizione del piano terapeutico insieme all’oncologo medico, al chirurgo e al fisico sanitario. Dopo aver analizzato le caratteristiche del tumore e le condizioni generali del paziente, stabilisce la dose di radiazioni, la tecnica più adatta e la durata del trattamento. Segue poi il paziente durante tutto il percorso, monitorando la risposta clinica e gestendo eventuali effetti collaterali.
Nel corso della formazione e della carriera, il radioterapista può sviluppare competenze specifiche in diversi ambiti. Alcuni si dedicano alla Radioterapia convenzionale e conformazionale, che utilizza tecniche tridimensionali per indirizzare le radiazioni in modo preciso sulla massa tumorale. Altri si specializzano in Radioterapia a intensità modulata (IMRT) o Radioterapia stereotassica (SRT/SBRT), metodiche avanzate che consentono trattamenti ad alta precisione, spesso in sedi delicate come il cervello o il polmone.
Esistono poi aree di approfondimento legate al tipo di patologia trattata: alcuni radioterapisti si focalizzano sui tumori della testa e del collo, altri su quelli ginecologici, prostatici, toracici o pediatrici. Una branca particolarmente complessa è la Radioterapia intraoperatoria, che prevede l’erogazione della dose radiante direttamente durante l’intervento chirurgico, mentre un’altra area emergente è la Radioterapia con protoni o ioni pesanti, disponibile in pochi centri altamente specializzati e basata su tecnologie di ultima generazione.
Il radioterapista, dunque, unisce competenze cliniche, tecnologiche e fisiche, integrando conoscenze di oncologia, anatomia, imaging e dosimetria. È una figura che coniuga la dimensione umana della cura con la precisione della tecnologia, e che gioca un ruolo cruciale nella lotta contro il cancro.
Specializzando in Radioterapia: stipendio
Quanto guadagna uno specializzando in Radioterapia? Lo stipendio degli specializzandi è uguale, indipendentemente dalla scuola frequentata, almeno fino al 2024/25. Infatti, dal 2025/26 per le 20 scuole meno attrattive è previsto un aumento maggiore rispetto a quello previsto per tutte le altre scuole.
Radioterapia è fra queste.
Per approfondire, leggi qual è lo stipendio di uno specializzando.
Quindi, al momento, lo stipendio netto dello specializzando in Medicina è pari a:
- 1652,29 euro al mese per i primi due anni di specializzazione;
- 1718,35 euro al mese per gli anni successivi.
Quanto guadagna un medico in Radioterapia
Il radioterapista è tra le figure mediche più specializzate dell’ambito oncologico, e la sua retribuzione riflette il livello di competenze tecniche e responsabilità richiesto. Lo stipendio varia sensibilmente a seconda che il professionista operi nel settore pubblico o nel privato, oltre che in base all’esperienza e al tipo di struttura.
Nel settore pubblico, un medico specialista in Radioterapia percepisce una retribuzione annua lorda compresa in media tra 50.000 e 80.000 euro, con differenze legate agli anni di servizio e agli incarichi dirigenziali. Ciò corrisponde a una mensilità lorda di circa 4.600-6.100 euro. Gli importi possono salire leggermente se si considerano indennità, turni notturni o attività intramoenia.
Nel settore privato, i compensi tendono a essere più variabili ma anche potenzialmente più elevati. In cliniche e centri oncologici ad alta specializzazione, la retribuzione annua lorda può andare da 80.000 fino a 150.000 euro, in relazione al ruolo e al grado di autonomia. In questi casi, la mensilità lorda si attesta tra 7.700 e 11.500 euro, con un netto mensile stimabile tra 4.500 e 6.000 euro, talvolta superiore per chi svolge attività libero-professionale o dirigenziale.
Sbocchi lavorativi
Un medico specializzato in Radioterapia ha numerosi sbocchi lavorativi, sia nel settore pubblico che in quello privato, grazie al ruolo centrale che questa disciplina riveste nel trattamento dei tumori. Le opportunità professionali spaziano da incarichi clinici a ruoli di ricerca, fino alla collaborazione con centri tecnologicamente avanzati per lo sviluppo di nuove metodiche terapeutiche.
La strada più comune è quella ospedaliera. Il radioterapista può lavorare in reparti di Radioterapia Oncologica all’interno di ospedali pubblici, università o IRCCS (Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico). Qui si occupa della presa in carico dei pazienti oncologici, della pianificazione e del monitoraggio dei trattamenti radioterapici, collaborando con oncologi medici, chirurghi, fisici sanitari e tecnici di radiologia. Con l’esperienza, può accedere a ruoli dirigenziali, come dirigente medico di I o II livello, o a incarichi di coordinamento clinico e didattico.
Nel settore privato, le possibilità includono l’attività in cliniche oncologiche, centri di radioterapia avanzata e istituti privati convenzionati, dove spesso si utilizzano tecnologie di ultima generazione come la radioterapia stereotassica o la protonterapia. Alcuni radioterapisti scelgono anche la libera professione, lavorando in strutture che offrono servizi ambulatoriali o consulenze specialistiche, talvolta in collaborazione con chirurghi e oncologi medici.
Un ulteriore ambito è quello della ricerca e della formazione. Molti specialisti proseguono la carriera universitaria o collaborano con enti di ricerca pubblici e privati, contribuendo allo sviluppo di nuove tecniche di radioterapia, studi clinici e protocolli terapeutici.
Infine, stanno crescendo le opportunità in ambiti tecnologici e industriali, dove il radioterapista può lavorare con aziende che sviluppano apparecchiature, software di pianificazione o sistemi di imaging, fornendo supporto clinico-scientifico e formazione.
Come prepararsi al concorso SSM
Superare il test SSM non è difficile, dato il numero di contratti disponibili. La vera difficoltà consiste nel conseguire il punteggio sufficiente per entrare nella scuola e nella sede desiderate.
Pertanto, più alto è il punteggio ottenuto al Concorso di Specializzazione Medicina, maggiori sono le possibilità di raggiungere il proprio obiettivo.
Per aiutarti e supportarti in ogni fase di questa tappa fondamentale del tuo percorso professionale, Secret SSM ha organizzato più tipologie di corsi di preparazione al SSM, con accesso a decine di videolezioni, sia preregistrate che in diretta, 25 manuali SSM e al simulatore SSM con integrata l’AI e la modalità sfida. Inoltre, con i corsi Secret SSM hai l’opportunità di richiedere il tutoraggio ad personam.
Immagine in evidenza realizzata con Gemini